RAVENNA

Autovelox d'oro: oltre 5 milioni nella casse della Provincia

Hanno fruttato il 122,68 per cento in più rispetto al bilancio previsionale. Il consigliere Spadoni: "Insensato pensare che l'ente possa continuare a reggersi con le entrate derivate da questo tipo di gabella"

18/03/2018 - 12:47

Autovelox d'oro: oltre 5 milioni nella casse della Provincia

RAVENNA. Ormai date per morte, con la variazione in Costituzione che avrebbe dovuto abolirle (stoppata dal “no” al referendum del 4 dicembre 2016) e già spogliate di molte funzioni dalla precedente riforma Del Rio, ora le Province sarebbero in una situazione “grottesca”. A definirle tali, sostenendo la propria tesi con numeri e confronti, è un consigliere provinciale “storico”, Gianfranco Spadoni.

È l’esponente civico a contornare una situazione che vede un leggero ma esistente aumento della pressione fiscale (si passa da un esborso per abitante di 80,08 euro del 2015, agli 81,50 del 2016 agli attuali 81,66), ma soprattutto una sostenibilità finanziaria delle funzioni dell’ente che è oggi legata, sostanzialmente, agli incassi degli autovelox.

Autovelox “d’oro”

Che nell’anno appena conclusosi sono andati bene, sorprendentemente bene. «Come da copione – attacca Spadoni –, a fare la parte del leone nel bilancio della Provincia sono le entrate extratributarie. Tra queste gli introiti derivati dalle sanzioni per violazione al codice della strada (leggasi autovelox), per un importo pari a ben 5 milioni 594.901,29 (con un più 122,68% rispetto al previsionale), cui si aggiunge un’altra voce indicativa riferita ai dividendi di Ravenna Holding, la cassaforte dei nostri enti locali, per complessivi euro 574.880,95. Ma mentre per i dividendi non ci sono commenti particolari da fare in sede di rendiconto, le entrate da autovelox da una parte rappresentano una vera e propria manna del cielo per l’ente provinciale, ma dall’altra appaiono contrarie alla ragione e al buon senso se si pensa che una Provincia possa continuare a reggersi in buona misura con le entrate derivate da questo tipo di gabella».

«L’ingordigia dello Stato»

La necessità quindi, secondo Spadoni, è quello di rivedere totalmente il rapporto con lo Stato: «L’ingordo stato centrale, in ossequio al decantato “federalismo” compie un “prelievo forzato” a titolo di contributo per il risanamento della finanza pubblica che per il 2017 ammonta a oltre 25mila euro – denuncia l’esponente civista –, trattenendo somme introitate dall’ente di piazza Caduti per l’imposta Rc auto e l’ imposta provinciale di trascrizione, Ipt e le Province devono continuare a svolgere una qualche funzione vanno messe nelle condizioni di contare sulle risorse necessarie, sviluppando un più vigoroso e efficace rapporto con Stato e Regione e semmai attraverso collegamenti virtuosi con le altre Province della Romagna. Una strada percorribile, se non fosse per il palese disinteresse della Regione».

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