RAVENNA

Il M5s diventa il primo partito anche a Ravenna

E il centrodestra scavalca il centrosinistra in otto comuni della provincia. La Lega in 5 anni quasi decuplica i voti

06/03/2018 - 15:56

Il M5s diventa il primo partito anche a Ravenna

RAVENNA. Con il 28, 67% alla Camera e il 28,75% al Senato, il Pd si conferma il primo partito sul territorio del collegio e riesce – supportato da una coalizione di centrosinistra che ha raccolto le briciole (rispettivamente 32,56% e 32,54% il risultato complessivo con le liste alleate +Europa, Insieme e Civica popolare Lorenzin) – a rieleggere i parlamentari uscenti Alberto Pagani alla Camera e Stefano Collina al Senato.

Risultato quasi al fotofinish rispetto alla coalizione di centrodestra che sosteneva Samantha Gardin alla Camera (30,52%) e Massimiliano Alberghini al Senato (31,23%).

Alle spalle del Pd, come secondo partito si afferma il Movimento 5 stelle, capace di raccogliere il 27,89% dei consensi alla Camera e il 26,85% al Senato.

Altro balzo in avanti quello della Lega, scelta da 17,85 elettori su 100 per la Camera e 18,01 per il Senato, mentre in casa centrodestra Forza Italia si ferma a quota 9,24% alla Camera e 9,57 al Senato.

Fra i grandi delusi, si registra il flop di Liberi e uguali (4,31 e 4,39%) e il tonfo del Pri, che non arriva neanche all’1%.

Le sorprese

In alcuni comuni si è visto un sorprendente sorpasso del centrodestra sul centrosinistra. È il caso di Cervia con il 34,93% per la Gardin contro il 29,06 di Pagani, per quanto riguarda Montecitorio. Ma è a Russi che si stravolge il quadro politico, con il centrodestra che si afferma come prima forza (33, 59%, sospinto dal 20,59% della Lega), davanti al M5s (28, 33); solo terzo Pagani (27,83%). Mentre a Conselice e Massa Lombarda il pentastellato Zanforlini scavalca la candidata della Lega come seconda forza (28,58% contro il 26,68% a Conselice; 29,59% contro il 23,46 a Massa). Neanche nella natia Massa la compagine di Vasco Errani (Leu) riesce a sfondare, fermandosi a un 4,27 in linea con il dato complessivo del collegio.

Nell’altro collegio

Sorpasso del centrodestra sul centrosinistra anche in alcuni comuni della provincia che rientrano nell’altro collegio, che vedeva contrapposto il forlivese Marco Di Maio del Pd ad Andrea Cintorino (Lega): è andata così a Bagnara e Sant’Agata sul Santerno per la Bassa Romagna, e a Castel Bolognese, Brisighella (con uno scarto di oltre 6 punti percentuali), Solarolo e Casola Valsenio per il Faentino.

Ravenna al fotofinish

Testa a testa fra i tre candidati di punta nel comune capoluogo. A Ravenna Pagani ha prevalso con il 31,38% dei consensi, staccando di misura Gardin, che ha ottenuto il 29,85 regolando di misura Zanforlini (29,17).

M5s primo partito a Ravenna

Ancor più sorprendente, il M5s si afferma come primo partito con il 28,79%, lasciandosi alle spalle il Pd che esprime il governo della città (27,49%).

Le conferme

Profeta in patria, ad Alfonsine Pagani ha sfiorato il 40%. Il comune di Sant’Agata sul Santerno si conferma invece appannaggio del centrodestra, tant’è che Gardin incassa il 35,95%, Zanforlini il 28,51 e Pagani si piazza terzo con il 28,33%.

I precedenti

L’exploit del Movimento 5 stelle a Ravenna ha solidi precedenti. Alle precedenti elezioni politiche, nel 2013, ottenne infatti il 24%, ma non riuscì ad eleggere il candidato Andrea Palli, faentino. Discorso diverso per le Amministrative di due anni fa, quando il Movimento, diviso, optò per la formula della lista civica Cambierà, capitanata da Michela Guerra, non avendo ottenuto il simbolo dai vertici nazionali: si fermò comunque a un onorevole 13,45%.

È un tracollo oltre le attese, invece, quello del Pd, che nel 2016 con candidato sindaco Michele De Pascale incamerò 25mila voti (pari al 35,14%), risultato in linea con quello attuale, ma nel 2013 alle Politiche ne aveva ottenuti 37mila che valevano il 38,82%: 13mila dunque i voti andati in fumo da una tornata all’altra.

Sorprendente, mantenendo questa prospettiva, l’exploit della Lega, che nel 2013 nel comune di Ravenna si era fermata all’1,98 per cento, pari a 1.918 voto, e oggi li vede quasi decuplicare arrivando a 15.423 (17,36%)

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