IL CANDIDATO 5 STELLE

«Mi avete rovinato la vita ma non mollo, è un mio diritto»

David Zanforlini dopo la decisione di sospensione presa dal Movimento: «Il regolamento mi dà ragione»

di FEDERICO SPADONI

18/02/2018 - 12:55

 L'ombra della Massoneria sul candidato dei Cinque Stelle

RAVENNA. «Mi avete rovinato la vita, grazie al vostro articolo». David Zanforlini è un fiume in piena quando sente la parola “Corriere Romagna”. La voce è di quelle occasioni in cui si prende fiato e si svuota tutta la tensione accumulata nello stomaco: a tratti vibra, ma riflette anche dalla cornetta una persona abituata a difendere la propria posizione con i denti.

Parla di «delazione», poi ritrova la calma si concede alle domande. Quelle che cercano di fare luce su quali saranno le conseguenze della sospensione dal Movimento 5 Stelle, per il quale corre come candidato al collegio uninominale di Ravenna per la Camera dei deputati. Quelle che da alcuni giorni cercano di spiegare a lettori (ed elettori) la presunta appartenenza dell’avvocato ferrarese alla massoneria, affiliazione che sta facendo saltare teste fra i candidati sparsi in tutta Italia.

L’attacco

Ma Zanforlini non ci sta. «Siete andati a scavare nel privato di una persona e mi avete descritto come un delinquente solo perché non confessavo sotto tortura», esordisce. Quindi ribadisce: né al momento della candidatura né ora è affiliato ad alcuna loggia massonica. Rivendica così il diritto di privacy sul suo passato, sul quale non si esprime.

L’interpretazione del codice etico

La conversazione si sposta allora sul codice etico sottoscritto per candidarsi. «Ce l’ho sotto mano - prosegue -, se vuole glielo leggo. Dice “non dovrà essere iscritto ad associazione massonica”. “Dovrà” è futuro e le parole sono come la matematica». E quando gli si parla di “interpretazioni” divergenti del regolamento pentastellato fa notare che ci sono altre sedi e che «allora l’unico che serve è un giudice».

L’Sms, «oggi non venire»

Trapela che la decisione di non presentarsi nell’incontro Ravennate giunge dall’alto. «Mi è arrivato un messaggio della dottoressa Morghen nel quale mi diceva che sono sospeso che in giornata avrei avuto un responso, ma ad ora (le 19 di ieri, ndr), non ho avuto alcuna notizia».

«Avanti fino alla morte»

Sul futuro, invece ha le idee ben chiare. «Andrò avanti fino alla morte - conclude - perché quando uno ha un diritto deve difenderlo». Ma dentro o fuori dal M5S? Per esempio nel Gruppo misto, in caso di elezione da espulso. «Dentro, quando firmo un patto lo rispetto completamente. Bisogna vedere se l’altra parte fanno lo stesso».

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