Giovedì 29 Settembre 2016 | 05:19

L'INIZIATIVA DI "GENERAZIONI"

«Fondi pensione stranieri pronti a investire in Italia»

Il responsabile economico di Renzi alla tavola rotonda su giovani e lavoro

«Fondi pensione stranieri pronti a investire in Italia»

Ciaroni e Taddei

RAVENNA. Consegna del silenzio sul Jobs Act fino a mercoledì. Filippo Taddei, l’economista del premier Matteo Renzi ha partecipato oggi pomeriggio alla tavola rotonda organizzata da Generazioni, il network delle cooperatrici e dei cooperatori “under 40” di Legacoop Emilia Romagna. All’incontro hanno preso parte il presidente di Legacoop Romagna Giancarlo Ciaroni, quello regionale Giovanni Monti, Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia Romagna, l’imprenditore faentino Massimo Bucci, presidente di Centuria (Agenzia per l’Innovazione della Romagna) e il coordinatore di Generazioni Romagna Rudy Gatta. La giornata di studio è cominciata con la visita alla Deco Industrie di Bagnacavallo. Appuntamento in fabbrica per parlare di lavoro giovanile, che purtroppo spesso non c’è o è troppo carente.

Filippo Taddei, classe 1976, economista con dottorato di ricerca alla Columbia University è gioco forza reticente sui provvedimenti che il nuovo governo si accinge a varare in tema di lavoro, anche se ormai è tutto pronto, «siamo impegnati da due mesi e mezzo», ma è Renzi che deve decidere tempi e modalità. E il gran giorno ormai è fissato per mercoledì. Quello che appare certo, a giudicare dalle poche parole del responsabile economico del Pd sull’argomento è che sarà allargata la platea delle persone che godranno di un’indennità di licenziamento.

Ma Taddei ha un asso nella manica: parla di fiducia e dei fondi pensioni e di investimento stranieri che sono pronti ad investire in Italia. «Noi crediamo in questo Paese - ha detto - e vogliamo metterlo nelle condizioni di ripartire». In questo senso vanno lette anche le parole del premier dopo lo schiaffo dell’Ue che minaccia procedure contro l’Italia per «squilibri macroeconomici eccessivi». «L’Europa - ha detto Renzi - non è il luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa. L’Italia sa cosa deve fare». Anche Taddei conferma che superare il 3% di deficit sarebbe controproducente. Tre le principali linee di indirizzo: tagli alla spesa pubblica, lotta alla burocrazia e riduzione delle tasse. Come? Sarà più chiaro nel primo Consiglio dei ministri “pesante” in programma mercoledì prossimo. L’obiettivo è quello di portare a Berlino dalla Merkel il 17 marzo, e a Bruxelles tre giorni dopo, il Jobs Act accompagnato da due miliardi per la scuola e da un primo pacchetto economico con il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le aziende con l’aiuto della Cassa Depositi e Prestiti. Taddei conferma poi per il futuro l’obiettivo di un taglio del cuneo fiscale, la vera riforma per crescita e competitività. «Che non sarà una tantum - spiega - ma dell’ordine di 10 miliardi di euro all’anno quando sarà a regime».

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