RAVENNA

Raggirò anziana, condannato falso avvocato

Un anno e mezzo di pena al 47enne campano che a luglio derubò una 83enne con la scusa dell'incidente del figlio

23/01/2018 - 12:23

Raggirò anziana, condannato falso avvocato

RAVENNA. E’ stato condannato in abbreviato dal gip Andrea Galanti a un anno e sei mesi di reclusione, così come richiesto dal sostituto procuratore Cristina D’Aniello, il 47enne campano arrestato per la truffa del finto avvocato ai danni di una 83enne, messa a segno lo scorso luglio. L’uomo – Carlo Piscopo, assistito dall’avvocato Carmela Perone – si trova nel carcere di Poggioreale dallo scorso ottobre, da quando cioè i carabinieri gli hanno notificato il provvedimento restrittivo emesso a suo carico dal gip Piervittorio Farinella su richiesta del sostituto procuratore Angela Scorza.

I fatti

Stando a quanto ricostruito dai militari di via Alberoni, che si sono occupati delle indagini, il napoletano lo scorso 17 luglio si era presentato a casa di una pensionata di via Brenta spacciandosi per un legale. L’uomo infatti non faceva parte della batteria di truffatori che “sondano” il terreno prima al telefono annunciando alle vittime l’arrivo di un emissario incaricato di ritirare il denaro, ma aveva suonato direttamente al campanello dell’anziana spiegandole che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale in cui terze persone aveva riportato gravi conseguenze. Trattenuto in caserma – continuava la “storiella” – per evitare guai giudiziari sarebbero serviti 800 euro per consentirgli di assumere la sua difesa, convincendo così la pensionata a dargli il denaro richiesto. In realtà il figlio, iscritto tra l’altro nelle chat contro i furti, non aveva avuto alcun incidente, ma la signora lo ha scoperto solo quando ormai il truffatore si era allontanato. Ma grazie alla descrizione della vittima e agli elementi forniti dalla vicina – che aveva notato auto e direzione di fuga della vettura del 47enne – i carabinieri, anche grazie a tabulati e riprese delle telecamere, sono riusciti a risalire all’identità del responsabile, ottenendo l’emissione della misura cautelare notificata al diretto interessato dai colleghi di Napoli dove l’uomo – autore di colpi analoghi in mezza Italia – nel frattempo era rientrato.

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