RAVENNA

Infortuni sul lavoro: un dicembre nero

Buona l'adesione allo stop per solidarietà agli operai morti a Milano. I sindacati: «La precarietà è nemica della sicurezza»

Infortuni sul lavoro: un dicembre nero

RAVENNA. Un quadro tratteggiato dall’Inail a luglio, con le statistiche degli infortuni in decremento ma con l’aumentare inquietante delle morti bianche. Proprio nella provincia di Ravenna. E la percezione, dai dati raccolti attraverso i rappresentanti sindacali, che la chiusura dell’anno abbia avuto «un trend in peggioramento, anche sugli infortuni», con un dicembre «particolarmente critico, non solo per il tragico fatto di Faenza».

Chi investe e chi no

E’ questo il clima con cui ieri i lavoratori del settore metalmeccanico hanno scioperato per due ore, in solidarietà alle famiglie degli operai morti alla Lamina di Milano. «L’adesione è stata importante, nelle grandi aziende maggiore al 50 per cento. Del resto è necessaria un’analisi attenta – spiega Filippo Spada, segretario della Uilm di Ravenna –. Alcune aziende attuano politiche serie sul piano della sicurezza, per quanto dobbiamo ancora recuperare decenni di mentalità rispetto agli standard europei. Registriamo anche investimenti sensibili sul fronte della 626, ma rimangono i problemi legati alle piccole aziende che mancano di politiche strutturali di prevenzione. La precarietà del lavoro poi è nemica della sicurezza e non ci riferiamo solamente ai contratti a tempo determinato. Si pensi – conclude Spada – all’inquietante episodio del ragazzo gravemente ferito a Faenza, col collega invece che ha perso la vita. Si trattava di un 18enne in alternanza scuola-lavoro. Possibile che ogni novità legislativa debba essere tramutata in un’occasione per risparmiare sui costi di manodopera?».

Dicembre nero

Un tragico incidente che ricorre anche nella memoria di Ivan Missiroli, segretario della Fiom Cgil provinciale: «Ha rappresentato l’apice di un dicembre critico, durante il quale abbiamo rilevato grazie al nostro osservatorio interno anche altri infortuni o “mancati infortuni”, ovvero incidenti nei quali non si registrano feriti. Con la ripresa i ritmi stanno accelerando e si compiono quindi corsi sulla sicurezza “veloci” per lavoratori spesso interinali. Ovvio, le aziende serie si comportano diversamente, ma la nostra percezione è che la sicurezza, in questa fase, sia vista come un peso».

L’occupazione “volatile”

Impressione ricalcata dalle parole di Davide Tagliaferri, segretario della Fim Cisl Romagna: «Vista la vocazione siderurgica, la risposta ravennate alla tragedia della Lemina è stata più forte che in altre realtà. La ripresa ancora non pronunciata nel settore metallurgico sta strutturando – aggiunge – un’occupazione volatile. Capita che i lavoratori assistano solo al corso “generico” sulle procedure di sicurezza e che non siano già più in organico quando si dovrebbe compiere il corso calato sui macchinari aziendali. Sono dinamiche pericolose, da tenere sotto stretta osservazione». an.ta.

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