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«Ci fece credere di essere degli eletti». Erborista a processo per truffa

Le due vittime convinte di essere la reincarnazione degli Atlantidei, incaricati di salvare il mondo. Riti, talismani e prodotti naturali venduti a peso d'oro

11/01/2018 - 12:09

«Ci fece credere di essere degli eletti». Erborista a processo per truffa

RAVENNA. Avrebbe truffato la titolare di una struttura per anziani e un giovane che all’epoca aveva il nonno ospite della casa di cura e che si era avvicinato alla figlia della donna, per oltre 30mila euro, facendo credere loro di essere affetti da negatività e di essere la reincarnazione degli Atlantidei, incaricati di salvare le sorti del mondo. In realtà, secondo l’accusa, l’uomo – proprietario di un negozio di erboristeria di Ravenna difeso dall’avvocato Paola Brighi – avrebbe invece approfittato della loro credulità piazzandogli specchi, candele e collane come talismani oltre a prodotti fitoterapici e comuni integratori a prezzo maggiorato rispetto ai costi di mercato.

Prima udienza

Un’udienza a tratti surreale quella che si è aperta ieri davanti al giudice Federica Lipovscek e al vice procuratore onorario Adolfo Fabiani, nel corso della quale le due presunte vittime del raggiro si sono costituite parte civile tramite l’avvocato Stefania Silvestroni. Un caso collocato temporalmente a cavallo tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013 e che è approdato in una doppia denuncia dopo che la donna si confidò con un frate laico esorcista che le aveva aperto gli occhi facendole intendere di essere stata abbindolata.

I casi

La signora, a cui sarebbero stati sottratti 22mila euro, aveva conosciuto per lavoro il titolare dell’erboristeria. Si era recata varie volte in negozio per acquistare prodotti naturali per i pensionati ospiti della struttura per anziani del forese che gestiva tramite una cooperativa sociale. E quando, parlando del più e del meno, aveva fatto capire al commerciante di avere problemi economici e familiari, lui aveva individuato la causa. Tutta colpa di un’alea di negatività, che avrebbe tuttavia potuto superare seguendo un percorso spirituale contraddistinto da precisi rituali e medicinali vegetali.

Negatività che aveva riscontrato anche nel ragazzo il quale, spaventato per via delle visioni avute dal “santone”, che gli aveva fatto credere che i suoi colleghi di lavoro fossero stregoni che tramavano contro di lui, era arrivato a licenziarsi. Anche per lui era pronto un percorso di accrescimento spirituale, fatto di rituali che presupponevano l’acquisto di amuleti che l’erborista gli procurava e riti con candele, preghiere e formule magiche per le cose più disparate, da quelli per la protezione personale a quelli per salvare l’umanità. D’altronde quello era il periodo della fine del mondo secondo la profezia Maya e in qualità di “eletti”, sarebbero stati incaricati di sconfiggere le forze del male.

Un impegno gravoso che necessitava di energie fisiche adeguate. Per queste, sempre a pagamento, erano disponibili prodotti fitoterapici a suon di 20 euro per comuni medicinali a base di erbe e piante che ne costavano sì e no la metà e che a volte erano persino scaduti. Era previsto anche un rituale per propiziare le entrate economiche. A giudicare da quanto emerso in aula però, a beneficiarne era stato solo l’erborista. Il ragazzo invece ha perso i suoi risparmi, 10mila euro. In estate la prossima udienza.

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