RAVENNA

Il sindaco: «Troppi rigurgiti fascisti via la cittadinanza a Mussolini»

De Pascale invita il consiglio comunale a revocare l'atto. «Nostalgia dilagante nelle nostre comunità: è necessario mandare messaggi chiari e inequivocabili»

Il sindaco: «Troppi rigurgiti fascisti via la cittadinanza a Mussolini»

Un celebrazione con sindaco e Anpi

RAVENNA. Sceglie il 4 dicembre, data simbolica per la città medaglia d'oro per la Resistenza, il sindaco De Pascale e lancia un invito preciso alla sua maggioranza e al consiglio comunale tutto: revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. «Nel giorno in cui celebriamo la liberazione di Ravenna dal nazifascismo, si riapre il dibattito relativo alla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, tema già affrontato nel 2014 dal Consiglio comunale, conclusosi ai tempi con un respingimento della proposta per rispettabili e tuttora condivisibili ragioni storiche che portavano come motivazione il mantenimento del ricordo come monito. Ma oggi più che mai, con il clima di razzismo, antisemitismo, nostalgia del fascismo che sta dilagando nelle nostre comunità, come chiaramente recenti fatti di cronaca confermano, è necessario mandare messaggi chiari e inequivocabili. Per questo motivo, nel totale rispetto del dibattito in corso, auspico che il Consiglio comunale decida per la revoca della cittadinanza a Benito Mussolini».

L'ignoranza

Il sindaco per descrivere il clima pesante di questi giorni menziona i casi nazionali dell'irruzione di skinhead nel corso dell'assemblea della rete di associazioni antirazziste “Como senza frontiere” e ancora la bandiera in uso ai neonazisti tedeschi esposta in una caserma dei carabinieri a Firenze, e i tanti commenti online di tenore xenofobo e razzista: «Si è smesso di raccontare la storia, ci sono giovani che vivono nell'ignoranza e confondono la cultura di destra con il fascismo. I fenomeni di xenofobia e razzismo sono sempre legati alla crisi economica. Oggi le ragioni politiche sovrastano quelle storiche, occorre dire che la Repubblica condanna il fascismo, non c'è spazio per interpretazioni diverse circa la figura di Mussolini e il dramma e la tragedia che ha rappresentano per questo paese. Per questo la decisione della revoca non tradisce quanto votato nel 2014».

Le celebrazioni

Non teme la presenza di gruppi xenofobi in città De Pascale ma parla di un problema culturale profondo che va oltre e ammette la necessità di modificare le modalità in cui avvengono le celebrazioni legate alla Liberazione dal nazifascismo, strette in rigidi rituali istituzionali o in consuetudini cristallizzate fra cortei, banda musicale e vessilli. «Per ricordare la liberazione di Ravenna, abbiamo vissuto una bellissima mattinata con 200 ragazzi delle scuole coinvolti in uno spettacolo dal regista Eugenio Sideri. Credo che il teatro sia uno degli strumenti più forti per comprendere il dramma della guerra e del nazifascismo perché parla anche a chi non vuol sentire. Per il 25 aprile d'ora in poi daremo spazio all'arte e alla cultura».

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