Mercoledì 22 Novembre 2017 | 02:28

SANITA'

Sospetto caso di "Mucca pazza", autopsia su una donna di 68 anni. La figlia: «Un anno per avere la diagnosi, è stato un calvario»

La donna, una pensionata di San Pietro in Trento, deceduta all'ospedale di Cervia nei giorni scorsi

Sospetto caso di "Mucca pazza", autopsia su una donna di 68 anni. La figlia: «Un anno per avere la diagnosi, è stato un calvario»

RAVENNA. I risultati dell’autopsia arriveranno solo lunedì, ma i medici che in questi mesi l’hanno avuta in cura non hanno dubbi: R. M., 68 anni, pensionata di San Pietro in Trento è morta a causa della malattia di Creutzfeldt-Jacob (Mcj), considerata una variante umana della Bse, meglio conosciuta come morbo della “mucca pazza”.

Dopo il decesso avvenuto nella notte tra venerdì e sabato nell’ospedale di Cervia l’autorità sanitaria ha disposto un’autopsia che è stata eseguita all’ospedale Bellaria di Bologna, riferimento regionale per le malattie considerate rare dall’Ausl.

In attesa del responso degli esami ieri pomeriggio si sono svolti i funerali della donna.

Un caso rarissimo

Il morbo di Creutzfeldt-Jakob, è una malattia neurodegenerativa, che conduce ad una forma di demenza progressiva fatale.

I primi sintomi della malattia sarebbero comparsi nel giugno del 2016, quando la donna avrebbe cominciato ad accusare problemi di equilibrio mai avuti fino allora.

Va subito specificato che tale morbo non è necessariamente legato all’alimentazione, anzi, ed è escluso che nella zona ci siano casi di “mucca pazza”.

Non c’è nessun allarme per gli animali così come non c’è allarme su ipotesi di contagio, né profilassi da fare per alcuno.

Si tratta senza dubbio di una malattia rarissima di cui in Italia, e nel resto d’Europa, si era parlato all’inizio del nuovo millennio quando cominciarono a emergere casi su possibile trasmissione verso l’uomo in seguito al consumo di carne bovina proveniente soprattutto dalla Gran Bretagna. Anche l’incubazione della stessa malattia può durare un ventennio.

Sarà comunque sempre la stessa autopsia a chiarire di che tipo di Mcj abbia sofferto la pensionata di San Pietro in Trento. Il morbo può infatti essere dovuto a cause genetiche, alimentari o a quella che viene definita come cosiddetta “variante sporadica”. Caso, quest’ultimo, considerato come il più probabile. La sindrome di Creutzfeldt-Jacob si manifesta con la perdita della memoria, cambiamenti sensibili della personalità, allucinazioni, difficoltà nell’uso di braccia e gambe, rigidità nella postura e convulsioni. Sono le conseguenze di un’alterazione della proteina chiamata prione, che provoca perdita di neuroni, le cellule del cervello. Non c’è cura: la morte arriva in un arco di tempo che va da pochi mesi a due anni. Nella sua forma più comune colpisce una persona su un milione all’anno.

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