LA SENTENZA

Bacio “rubato” in auto a una ragazza. Condannato a un anno e quattro mesi

Respinto dalla giovane, colpì sia lei che l’amica intervenuta in sua difesa. L’accusa aveva chiesto quattro anni

07/10/2017 - 12:07

Bacio “rubato” in auto a una ragazza. Condannato a un anno e quattro mesi

RAVENNA. Uscito da un locale da ballo del litorale ravennate, trovò quattro ragazze polacche disposte a dargli un passaggio verso Bologna. Era l’aprile di due anni fa e il giovane, un 30enne albanese, probabilmente pensò di essersi ritrovato in un eden.
L’accusa
Così da una battuta alle avances il passo, secondo l’accusa, fu breve. Ma l’approccio finì male. Dopo aver stampato un bacio ad una del gruppo ed essersi preso il due di picche, sempre secondo quanto contestatogli, il giovane avrebbe dato in escandescenza colpendo con calci e spintoni la ragazza e una delle amiche che erano intervenute in sua difesa, che rimediò lesioni guaribili in una trentina di giorni.
La difesa
Diversa invece la ricostruzione dell’imputato che ieri ha rilasciato spontanee dichiarazioni in aula ammettendo di averci “provato” con una del gruppo ma per scherzo. «Stavamo giocando, una delle amiche disse che lei aveva bisogno di un ragazzo». Lui insomma avanzò la propria candidatura ma l’approccio non fu gradito. Gli animi si surriscaldarono forse anche per questioni di gelosia da parte di una delle ragazze ma, ha affermato, in quello che è successo dopo «la colpa è metà e metà», alludendo al fatto di essere stato coinvolto nel parapiglia.
La sentenza
A processo per violenza sessuale, ieri il 30enne, assistito dall’avvocato Sara Perfetto di Bologna, è stato condannato dal collegio presieduto dal giudice Corrado Schiaretti (a latere Andrea Galanti e Janos Barlotti) a un anno e quattro mesi con sospensione della pena; il sostituto procuratore Daniele Barberini aveva invece chiesto quattro anni, ritenendo non fosse applicabile l’attenuante del fatto di lieve entità per via della reazione violenta avuta dopo il rifiuto.
A pesare poi sulla richiesta di pena c’era sullo sfondo anche il comportamento dell’imputato che sporse a sua volta querela sostenendo di essere stato vittima di un’aggressione da parte di una delle ragazze, querela poi archiviata e sfociata in un procedimento per calunnia.
E’ stata invece rinviata in sede civile la determinazione del danno alle ragazze, costituitesi parte civile in udienza tramite l’avvocato Alfonso Marra.

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