Sabato 03 Dicembre 2016 | 20:39

FUOCHI E PETARDI A CAPODANNO

Botti "liberi" a Ravenna. «Ma usate la testa»

Il sindaco non firma un'ordinanza anti-rumore nonostante le sollecitazioni del M5S

Botti "liberi" a Ravenna. «Ma usate la testa»

RAVENNA. A differenza di quanto avviene, ad esempio, nella vicina Faenza, il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci non firmerà un’ordinanza “anti-botti” per la notte di Capodanno.

Benché sollecitato, fra gli altri, dall’Enpa e dal Movimento 5 stelle, il primo cittadino non ne ravvisa l’opportunità, perché, spiega, «a Ravenna i danni alle persone per l’uso dei botti sono stati fino ad oggi molto limitati», mentre, per quanto riguarda il forte disagio che subiscono gli animali «la soluzione è semplice: tenere i cani con noi o in alternativa allestire loro un ambiente in cui i rumori sono attutiti». Come, spiega Matteucci, fa lui stesso con i suoi due pinscher.

Ritiene poi questo tipo di divieto «impossibile da far rispettare se non a chiacchiere».

Si limita dunque a un appello a «usare solo i botti legali e con la massima prudenza». Si dice tuttavia pronto a firmare un’ordinanza in merito qualora quella che è stata finora la «sana tradizione» ravennate dovesse «cambiare in peggio».

Non arriva dunque da Palazzo Merlato il «gesto di civiltà» richiesto pubblicamente ieri con un comunicato stampa dalla consigliera del Movimento 5 stelle Francesca Santarella. L’esponente “grillina” citava quali esempi virtuosi Forlì, Torino, Gorizia, Foggia, Ancona. «Stando ai dati - sottolineava la consigliera comunale - lo scorso anno i botti hanno causato 2 morti e 561 feriti, tra i quali 76 ragazzi sotto i 12 anni, e hanno provocato la morte e la fuga di migliaia di animali domestici e selvatici terrorizzati. Chi ha avuto la ventura di assistere un animale domestico sottoposto al fragore dei botti di San Silvestro sa bene di cosa si stia parlando. Sono noti casi di animali domestici deceduti per attacchi cardiaci causati dagli scoppi dei giochi pirotecnici. Un piccolo sacrificio - conclude - in attesa del nuovo anno dovrebbe essere del tutto tollerabile e, prima di tutto, un gesto di rispetto e di civiltà».

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