PROTESTA A MARINA

«Non abbattete la torre per le arrampicate»

La società che ha in concessione l'area prepara un piano di riqualificazione

«Non abbattete la torre per le arrampicate»

RAVENNA. Dopo decenni di onorato servizio il destino della parete attrezzata per l’arrampicata sportiva di Marina di Ravenna sembra segnato e dall’associazione di idee per Ravenna e la Romagna, Assoraro, guidata da Paolo Guerra, arriva il grido di allarme per salvare una pratica che conta centinaia di iscritti. L’associazione sportiva dilettantistica l’Istrice dal 1992 ha raccolto una serie di appassionati realizzando una parete verticale di 12 metri in viale delle Nazioni, nell’area della Taverna Bukowski, una zona meta un tempo del divertimento in Riviera e paradiso per gli appassionati della pratica nota anche come climbing, disciplina che nel 2020 debutterà alle olimpiadi di Tokyo.

L’area di proprietà del demanio forestale è da tempo in concessione alla società Taverna Bukowski che si appresta a riqualificare il sito. E proprio la società della galassia Nettuno ha posto il tema delle condizioni in cui versa la torre, chiedendo l’autorizzazione alla Forestale per lo smontaggio per questioni di sicurezza. Ma lo smantellamento della parete lascia orfani i praticanti e gli appassionati che si allenano nel periodo primaverile e che in estate organizzano attività serali per i turisti. «Assoraro auspica che il coinvolgimento dell’amministrazione comunale – spiega Paolo Guerra – permetta di trovare un accordo con l’attuale concessionario delle superfici al fine di sospendere lo smantellamento della parete attrezzata per il climbing sino a quando questa non sia ricollocata in un altro spazio o quanto meno il Comune, in concerto con gli Enti territoriali preposti, non abbia individuato un’area fruibile dove destinare il nuovo impianto. Ma è indispensabile evitare qualsiasi interruzione dell’attività, in quanto i 200 tesserati ravennati dispongono solo di questo luogo per gli allenamenti e per le competizioni estive».

Alessandro Vallicelli, 39 anni, dal 1996 appassionato di climbing spiega: «Abbiamo trascorso lo scorso weekend con corde e imbraghi a togliere dalla torre le nostre prese. La struttura in estate richiama 600 persone da tutta la Romagna e negli anni migliaia di bambini hanno avvicinato questa pratica. Con 3 euro abbiamo fatto divertire anche i turisti, facendo della torre un’attrazione. Speriamo che se proprio deve essere demolita, la torre poi possa essere trasferita altrove e che il Comune valuti una soluzione».

Il tecnico incaricato dalla società Bukowski, l’architetto Giusi Pettinato spiega l’iter della vicenda: «Ho ricevuto l’incarico di riqualificare l’area in stato di abbandono, all’interno della quale c’è la torre. Il progetto che presenterò a breve prevede di ripristinare la pavimentazione sconnesse, di intervenire sul tetto dell’edificio esistente. Non saranno fatti ampliamenti, edificazione nuove, speculazioni, ma solo manutenzione straordinaria. Per quanto riguarda la torre non ci sono le condizioni di sicurezza per mantenerla, le norme cambiano e non è possibile mettere mano a una struttura del genere in tubi Innocenti arrugginiti e non è possibile neanche utilizzare il materiale per rimontarla altrove. Da tecnico posso dire che non c’è incompatibilità in quel luogo fra le attività previste e la torre, ma non può essere l’attuale struttura. Abbiamo chiesto l’autorizzazione alla Forestale per lo smontaggio che costerà 15mila euro e avverrà ad opera di una ditta specializzata. Certo è possibile montare una nuova parete attrezzata altrove e sono disposta a fare il progetto gratuitamente se si trovano le risorse». I lavori di riqualificazione una volta ottenute le autorizzazioni potrebbero svolgersi già nei prossimi mesi. n.b.

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