SAN ZACCARIA

Squadra di calcio femminile nel mirino dei ladri

Rubate le maglie e anche la lavatrice per lavare le divise

13/01/2017 - 12:06

Squadra di calcio femminile nel mirino dei ladri

Lo spogliatoio del San Zaccaria (foto MASSIMO FIORENTINI)

SAN ZACCARIA. Al campo sportivo hanno portato via giubbotti e maglie della squadra di calcio femminile («si sono persino presi la lavatrice usata per lavare le divise» allarga le braccia il presidente del San Zaccaria, Rinaldo Macori) oltre alle paste e alle bevande trovate nel frigorifero del bar. Ma le razzie in paese hanno coinvolto anche una vicina officina dove sono sparite costose attrezzature ma anche le capsule della macchinetta del caffè. «Hanno scelto cosa rubare, quasi come facessero la spesa al supermercato - scuote sconsolato la testa il titolare della carrozzeria, Alfio Grassi -. E sono stati anche fortunati; proprio in questi giorni stiamo montando il nuovo allarme che ieri non era ancora collegato».

Intanto in paese, finito nelle ultime settimane nel mirino dei topi d’appartamento, crescono rabbia e paura per il ripetersi degli episodi. «Già venti giorni fa - riprende Macori - i ladri erano già venuti; dopo aver spaccato le inferriate avevano rubato un computer dall’ufficio. Ieri notte sono tornati, sicuramente dopo l’1.30 perché fino a quell’ora eravamo al campo sportivo (la squadra che milita nella massima divisione femminile si allena infatti tutte le sere, ndr). Quando a metà mattina il custode è andato ad aprire, ha trovato tutto sottosopra. Hanno svuotato il bar e razziato materiale sportivo, persino la lavatrice per le divise; per la trasferta di domenica in Piemonte ci dovremo adattare con quel che resta in magazzino. Poi hanno anche rotto tutte le porte degli spogliatoi. Un bel danno per niente; cosa speravano di trovare di prezioso dentro?». «Purtroppo stiamo imparando a convivere con questo fenomeno - commenta amaro Grassi -. Nell’ultimo biennio è la quarta volta che i ladri visitano l’officina. La prima volta entrarono attraverso un buco nel muro. Dopo la seconda, quando ruppero i sensori senza portare via nulla, pensai che fossero stati disturbati e che sarebbero tornati di lì a poco; per questo mi ero organizzato per restare il weekend, quando siamo chiusi, in officina per sicurezza ma non mi aspettavo che sarebbero passati il giovedì sera. Anche stavolta hanno provocato parecchi danni; per fortuna che almeno fino a questo momento abbiamo salvato le auto dei clienti». (gi.ro.)

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