Martedì 22 Agosto 2017 | 22:24

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MEMORIE DI GUERRA

«I bunker sono un patrimonio da salvare»

Per il gruppo i siti andrebbero sfruttatiin chiave turistica. Decine i manufatti lungo tutta la costa ravennate

«I bunker sono un patrimonio da salvare»

RAVENNA. Il turismo non vive solo di monumenti Unesco, mosaici e spiagge; il Comitato ricerche belliche 360° propone la realizzazione e la promozione di un Bunker Tour Ravenna che porterebbe alla realizzazione di un percorso storico attraverso l’individuazione, lo studio, la divulgazione e la preparazione di una guida illustrata completa di tutti i reperti della Seconda Guerra Mondiale.

«Abbiamo un museo a cielo aperto - dicono dal comitato -. Una volta realizzato il percorso, potrebbero essere formate apposite guide per una fruizione stabile di queste risorse storico-culturali che meritano di essere sfruttate turisticamente. E’ la storia del nostro territorio nel periodo della Seconda Guerra Mondiale che emerge con imponenti manufatti seminascosti lungo il litorale. Il versante adriatico della Linea Gotica può essere considerato la nostra Normandia, anche se lo sbarco non ci fu. E’ rilevante il fatto che tutti questi manufatti siano stati costruiti da operai italiani precettati sul lavoro dall’organizzazione Todt».

Il comitato ha realizzato un vero e proprio report dei resti bellici. Nella sola Punta Marina si trovano sette bunker tedeschi del secondo conflitto mondiale ben conservati e una fila intatta di sbarramenti anticarro detti “denti di drago”. «Un altro gruppo di quattro bunker si trova davanti a Villa Marina, l’ex Colonia Cri e un altro paio di bunker unici sono in centro a Marina di Ravenna dimenticati ma sicuramente da salvare; per quel che riguarda Marina, i bunker sono molti di più ma per la maggior parte sono in proprietà privata. Sono molto interessanti anche i manufatti presenti a Porto Corsini e a Casalborsetti (sei bunker: tre privati e tre demaniali) e Lido di Savio (sei in proprietà privata, quattro facilmente visibili) mentre nel Comune di Cervia ce ne sono almeno un’altra decina di cui uno, in area demaniale, presenta all’interno un murales originale tedesco che va sicuramente tutelato e valorizzato quale testimonianza dell’occupazione».

Il comitato propone anche l’esecuzione di interventi di pulizia interna e messa in sicurezza, nonché restauri integrali e ricostruzioni di porzioni di trincee. «Servirebbero anche percorsi pedonali stabili, una cartellonistica, pensiline informative e un’opera di promozione nazionale e internazionale - conclude il comitato - perché questo tipo di turismo è in grado di attirare visitatori in tutte le stagioni dell’anno».

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