SCIOPERO

Western Atlas, tutti a casa

L'azienda non accetta trattative, confermati i 46 licenziamenti

09/12/2016 - 15:06

Western Atlas, tutti a casa

RAVENNA. Fumata nera dopo l’ultimo incontro tra i sindacati e la Western Atlas che annuncia sette nuovi licenziamenti in più e conferma la decisione di chiudere lo stabilimento di Ravenna dopo circa 30 anni. E così le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil indicono uno stato di agitazione ed uno sciopero nazionale di 8 ore per il 20 dicembre a sostegno della vertenza in atto.

L’incontro con esito negativo tra sindacati ed azienda si è tenuto nella sede di Confindustria Pescara. Erano presenti la direzione aziendale di Baker Hughes (gruppo che controlla la Western Atlas) e le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e i rappresentanti dei lavoratori a seguito della procedura di licenziamento avviata dall’azienda l’11 novembre scorso per ulteriori 7 dipendenti della sede abruzzese.

I sindacati hanno aspramente criticato il comportamento della multinazionale americana che negli ultimi 5 anni ha fatto uso di tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione, venendo di fatto aiutata dallo Stato italiano in un momento di difficoltà finanziaria.

Eppure la Western Atlas ha deciso di interrompere anticipatamente la cassa integrazione straordinaria in corso e procedere alla chiusura di Ravenna e al licenziamento di tutti i 46 dipendenti ai quali è stato offerto un contributo di 5mila euro.

I primi 27 sono stati licenziati il 23 novembre scorso, i restanti verranno licenziati nei 120 giorni previsti dalla procedura. «Il tutto - stigmatizzano i sindacati - nonostante vi siano ancora a disposizione mesi di cassa integrazione e contratti di lavoro acquisiti, ancora da onorare».

Proprio alla luce di tutto questo le segreterie nazionali hanno chiesto al management di recedere dalla procedura dei licenziamenti ed assorbire tutto il personale di Western Atlas in Baker Hughes, in modo da poter continuare le attività in corso.

L’azienda, però, ha ribadito le direttive ricevute dal management e confermando di proseguire nella chiusura dell’attività di Wire Line in Italia chiudendo definitivamente Western Atlas a Ravenna, pur consapevole di non poter più offrire in Italia un servizio così importante e strategico nella attività dell’oil&gas.

Per i lavoratori di Ravenna e per quelli impiegati negli stabilimenti di Pescara una situazione che sa di beffa. Anche perché nei mesi scorsi il gruppo Baker Hughes era stato acquisito dalla General Electric. La notizia dell’operazione inizialmente aveva fatto ben sperare i lavoratori di Ravenna, Pescara, Viggiano e Milano.

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