Venerdì 09 Dicembre 2016 | 14:26

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TRAGEDIA IN VIA TRIESTE

Imprenditore edile ucciso dal monossido

In fin di vita la ragazza che si trovava con lui

 Imprenditore edile ucciso dal monossido

Giuseppe Ostuni

di GIANLUCA ROSSI

RAVENNA. Sembra essere stato il malfunzionamento della caldaia a provocare le esalazioni di monossido che hanno ucciso Giuseppe Ostuni, imprenditore edile 54enne di origini pugliesi ma da tempo pendolare in Romagna tra Ravenna e Cesena (città quest’ultima dove peraltro risulta residente) e a ridurre in fin di vita la 25enne albanese che si trovava con lui; la giovane, anche lei domiciliata a Cesena, è stata portata in gravissime condizioni alla camera iperbarica.

A dare l’allarme nel pomeriggio di ieri è stato un collega della vittima. Dal momento che non si era presentato al cantiere, fatto insolito per un lavoratore come lui, e che sin dal mattino non rispondeva al telefono dei vari collaboratori che, preoccupati, lo cercavano, è andato nell’appartamento di via Trieste dove l’imprenditore alloggiava in occasione delle numerose trasferte di lavoro in zona. Al campanello non rispondeva nessuno, così il muratore ha fatto il giro del perimetro esterno della casa e sollevando le tapparelle ha scorto in una stanza l’uomo e la donna privi di sensi, avvisando immediatamente i soccorsi.

Sul posto si sono così portati gli uomini del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri che per entrare hanno dovuto forzare la porta d’ingresso. Con la casa in ordine e l’assenza elementi che potessero far pensare all’ingresso di estranei, il pensiero è corso subito al monossido, ipotesi confermata dalla strumentazione dei vigili del fuoco che segnalava la concentrazione di gas nell’abitazione.

Con l’abbassamento delle temperature, l’accensione del termosifone nelle ore serali avrebbe innescato la fuoriuscita del “killer silenzioso”. L’esposizione prolungata è stata fatale al 54enne; per lui, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato purtroppo nulla da fare. La ragazza, forse proprio per la giovane età, seppur priva di conoscenza era invece ancora viva ed è stata portata d’urgenza all’ospedale e successivamente trasferita alla camera iperbarica.

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