Sabato 03 Dicembre 2016 | 16:35

AMBIENTE

Gasolio nel Bevano, il Comune chiede i danni

La procura di Forlì ha aperto un'inchiesta e sequestrato la cisterna da cui sarebbe fuoriuscito il liquido

Gasolio nel Bevano, il Comune chiede i danni

RAVENNA. Non ci sono ancora nomi sul registro degli indagati, ma il fascicolo in cui si ipotizza il reato di inquinamento ambientale di fatto è stato aperto. Nella notte di ieri la Guardia forestale di Forlì ha infatti proceduto, su mandato del Pm Laura Brunelli, a sequestrare la cisterna da cui sarebbe fuoriuscito il gasolio riversatosi nei canali che confluiscono nel Bevano e intanto i tre Comuni interessati allo sversamento (Ravenna, Forlì e Forlimpopoli) preannunciano l’intenzione di chiedere di i danni. La cisterna sotto sequestro era nel piazzale della ditta di autotrasporti che da poche settimane ha preso spazio in un capannone di via Melatello - Emilia a Forlimpopoli. È proprio in quel piazzale che Forestale e Arpae, hanno ritrovato, risalendo di tombino in tombino da Casemurate fin lì, ingenti residui di gasolio che erano confluiti nel collettore fognario, poi nei canali di scolo Melatello e Rosetta fino ad arrivare al Bevano e da lì alla foce, dove da sabato sera il sindaco di Ravenna Matteucci ha vietato la balneazione. L’indagine per ora ipotizza la colposità del reato e non il dolo, perché - spiegano al Comando della Forestale di Forlì - non sono stati fin qui rilevati elementi che provino l’intenzionalità di quanto accaduto. Potrebbe quindi essersi trattato di un incidente, una rottura della cisterna con conseguente fuoriuscita. «Resta il fatto che lo sversamento non sarebbe stato in alcun modo segnalato dall’azienda - spiega il dirigente della Forestale Gianpiero Andretta -. Ma occorreranno ancora alcuni giorni per quantificare il reale danno ambientale e quindi stabilire anche la rilevanza penale dell’accaduto».

Intanto deve procedere comunque l’opera di bonifica già avviata dai volontari della Protezione civile e ora passata in capo ai Comuni di Forlimpopoli, Forlì e Ravenna. Come ha già fatto Ravenna, ora anche Forlimpopoli si rivolgerà ad Hera per continuare il lavoro di tamponamento attraverso le “panne” assorbenti che continuano a essere cambiate per bloccare quanta più sostanza inquinante possibile. «Completate le analisi delle acque, revocherò l'ordinanza di divieto della balneazione - ha dichiarato ieri il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci -. Insieme ai sindaci di Forlì e Forlimpopoli, e in raccordo con le autorità competenti, tuteleremo gli interessi pubblici in relazione ai danni provocati e ai costi sostenuti per limitare gli effetti negativi dello sversamento».

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