Martedì 27 Settembre 2016 | 09:00

CANE AMMAZZATO

Polizia e proprietario nelle scuole a caccia dei due colpevoli

Gli agenti all'uscita delle classi per far riconoscere al padrone di Lassie i due che l'hanno uccisa con una sedia

Polizia e proprietario nelle scuole a caccia dei due colpevoli

RAVENNA. Uccisero la piccola Lassie scaraventandole contro una pesante sedia di ferro: poliziotti a scuola a caccia dei teppisti. Si sono presentati l’altro ieri, di fronte a una scuola media cittadina, gli agenti e il padrone della cagnolina uccisa due settimane fa: in accordo con la preside, hanno atteso di fronte all’edificio l’uscita di tutte le classi alla ricerca dei due responsabili che, secondo la descrizione di Enzo e Mirta Gibini, potevano avere tra gli 11 e i 12 anni. Il riconoscimento, però, non ha avuto gli effetti sperati: «Li ho visti uscire a uno a uno tenendo ben in mente il volto dei due ragazzini che hanno ucciso la mia Lassie, ma niente: tra quegli studenti, non c’erano. Anzi: ho capito, guardando ben in faccia gli alunni, che forse quei due erano più grandi». E ora la “caccia” si affina: si cercano due ragazzini di 14 o 15 anni e la ricerca nelle scuole lì vicino prosegue.

La piccola Lassie, il 2 marzo scorso, si trovava nel cortile di casa sua su via Vicolo dei Francesi: i suoi padroni, Enzo e Mirta, erano lì vicino. Da qualche giorno, loro come gli altri vicini di casa avevano notato i due ragazzini aggirarsi nella zona con fare irriverente: bestemmie e piccoli dispettucci agli animali. Nulla che potesse comunque lasciare presagire il peggio, ma ad averli notati erano stati in diversi. Poi, quel giorno, la "bravata" che di certo ha avuto conseguenze ben più gravi di quanto i due potessero immaginare. Forse per infastidire i padroni di casa più che la piccola Lassie, i due ragazzini afferrarono una sedia di ferro trovata nel cortile vicino e la scaraventarono sulla piccola cagnolina. Lassie morì sul colpo: osso del collo rotto. E i padroni provarono anche a inseguirli ma senza riuscirci. Da allora, la notizia ha fatto il giro del paese e la rabbia sui social si è scatenata fino a raggiungere "vette" e toni irripetibili. Ad ogni modo, le indagini sono state avviate e i poliziotti della Questura hanno sia sentito Enzo e Mirta, sia raccolto le prime informazioni dai vicini di casa. Ma nomi e sospetti ancora non ci sono. Per questo, visto che i due teppisti erano giovanissimi e che indossavano uno zaino sulle spalle, ora si cerca tra le scuole della zona. «Ieri - martedì, ndr, spiega Enzo Gibini - sono andato con i poliziotti di fronte a una scuola media vicina. Siamo passati prima dalla preside e con il suo favore siamo rimasti fuori dall’edificio in attesa che gli studenti al termine delle lezioni uscissero, classe per classe. Ho potuto osservarli bene e nulla: non ho rivisto quei due volti. Ora il tempo sta passando, ma me li ricordo ancora abbastanza bene, soprattutto uno. Per questo, tornerò in altre scuole». Nello specifico, in un’altra Media e di fronte a un istituto superiore. «Andrò solo e se, da fuori, scorgerò un volto noto lo segnalerò ai poliziotti: di più non posso fare». Ma Enzo non si arrende: il dramma e la violenza patiti sono troppo. «Cerco anche di andare avanti: per questo, nella nostra vita è appena entrata Penny», un’altra cucciola che non potrà sostituire Lassie ma potrà aiutarli a ritrovare il sorriso. «E’ una femminuccia, e sapesse: non mi lascia vivere. E’ sempre con me», si emoziona Enzo. Con un pensiero rivolto ancora a Lassie. (p.c.)

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