Martedì 27 Settembre 2016 | 12:26

DISTURBI ALIMENTARI

Tanto magra da digerire i suoi organi

L'incubo anoressia anche tra le bambine. Sono oltre 120 le persone che ogni anno vengono prese in cura. Di queste, 20 hanno meno di 16 anni: la paziente più giovane ne ha 9

 Tanto magra da digerire i suoi organi

RAVENNA. Sono magrissime, e si vedono enormi. Passano le giornate di fronte allo specchio o a sezionare una foglia di insalata impiegando ore per ingoiarla tutta: rifuggono la cena coi genitori e sostituiscono i chili persi con strati e strati di maglioni. Sono oltre 120 - 20 dei quali appena bambini sotto i 16 anni - i ravennati che nel 2015 hanno chiesto aiuto all’ambulatorio multidisciplinare per i disturbi alimentari. Due le malattie più frequenti: anoressia e bulimia. La paziente più giovane, anoressica, ha appena 9 anni: il maschietto più piccolo nemmeno 13. E se crescono i pazienti maschi anche tra i giovanissimi, resta alto il numero di casi gravi: lo sono almeno la metà del totale. Tra quelli ravennati, quello estremo della 15enne ricoverata in pericolo di vita in Pediatria: pesava tra sì e no 30 chili ed era tanto magra che stava digerendo i suoi stessi organi.

Il dramma. Sofia (la chiameremo così) ce l’ha fatta. A chiamare gli specialisti dell’ambulatorio multidisciplinare per i disturbi alimentari, guidati da Marinella Di Stani - e che a Ravenna raggruppa psicologici, dietisti, nutrizionisti, neuropsichiatri infantili - erano stati i genitori della 15enne, che avevano appena ricoverato la figlia con una grave crisi metabolica in corso. La piccola non mangiava da tempo, in prenda a un’anoressia nervosa. La diagnosi era tragica: l’apparato digerente era tanto vuoto e le condizioni tanto gravi che gli enzimi della digestione stavano attaccando gli stessi organi interni. In soldoni: stava digerendo se stessa. L’indice di massa corporea era sotto il limite vitale. Insomma, in fin di vita. Poi, i medici di Pediatria e gli specialisti del programma interdisciplinare che ha coinvolto anche i genitori, sono riusciti a salvarla. Oggi Sofia ha ripreso un peso accettabile e ad andare a scuola. Ce la farà: il percorso è ancora lungo, ma ce la farà.

L’emergenza. «Il mio ambulatorio prevede 90 o 100 prime visite annue per utenti dai 16 anni in poi, in più ci sono i minori di 16 anni che vengono seguiti dall’équipe di neuropsichiatria infantile e si calcolano dai 20 ai 25 casi all’anno, siamo in linea con i dati epidemiologici nazionali - spiega la dottoressa Di Stani -. Tutti i pazienti che arrivano alla prima visita cominciano di fatto un percorso terapeutico. Nel 50% dei casi, le situazioni si risolvono facilmente, in sei mesi o un anno. Negli altri casi, spesso si registrano più malattie concomitanti come l’abuso di droga o il disturbo della personalità, e sono previsti trattamenti integrati che possono durare anche più anni».

Sempre più giovani. E se l’anoressia compare anche in giovanissima età, a soffrire di bulimia sono per lo più i giovani adulti. Ad ammalarsi sono ancora più le giovani donne ma sempre più ragazzi chiedono aiuto: il rapporto ad oggi è di 1 a 9. E se spesso a rivolgersi per loro agli specialisti sono medici di base, genitori e scuole, si può chiedere aiuto anche da soli, grazie a un numero verde.

Chiedere aiuto. «Da qualche anno - spiega la Di Stani - collabora con noi l’associazione di auto-mutuo aiuto, costituita da genitori ed ex utenti che hanno attivato nel territorio di Ravenna una linea telefonica dedicata a chiunque voglia suggerimenti, consigli, e chieda aiuto sui percorsi più appropriati da seguire». Per informazioni, 800.604.664 o www.sullealidellementiravenna.org.

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