Venerdì 09 Dicembre 2016 | 01:02

TERRA DI NESSUNO

All'ex Amga regna il degrado

La rabbia dei cittadini tra pericoli, rane e zanzare. Il piano di recupero dell'area è rimasto fermo al palo

All'ex Amga regna il degrado

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RAVENNA. Del progetto faraonico che avrebbe dovuto trasformarla in una zona residenziale di lusso su due livelli, sembra rimasto solo il ricordo. Della Fossa Augusta, quel canale navigabile risalente al primo secondo dopo Cristo che collegava il porto di Ravenna al Po e le cui tracce furono trovate durante la bonifica dell’area, anche. E la crisi sembra essersi mangiata anche il sogno di vedere risorgere l’area dell’ex officina del gas, l’Amga. Da due anni, il progetto del cantiere passato di mano all’Acmar, è fermo: la zona sembra abbandonata. E a proliferare nelle due vasche giganti, recintate nel cantiere, e ora di fatto ridotte a piscine cariche d’acqua, sono solo rane e zanzare. Tanto che i residenti hanno anche inviato una segnalazione al Comune: d’estate, dicono, «il gracidare continuo non ci lascia dormire».

A segnalare la zona dimenticata è Giorgio Benelli, di Ravenna Viva. «Nell’ex “Officina del gas” vicino a Porta Serrata si sono avvicendate imprese per i lavori poi interrotti per l’intervento della Soprintendenza a tutela dell’emersione delle vecchie mura e della sponda della “Fossa Augusta” - ricorda Benelli -. Il progetto iniziale del 2007-2008 era a destinazione residenziale e dirigenziale, con tanto di parcheggi pubblici e privati. Dal 2013, passato di mano ad Acmar con beneplacito del Comune, a tutt’oggi è fermo immobile. Sono anche sparite dalla recinzione le tabelle indicative del cantiere. Le vasche con acqua ospitano zanzare e un’immensa colonia di rane che d’estate fanno un gran baccano». Vero è che Acmar, adesso, ha altro a cui pensare: la coop salva per un pelo dalla crisi che l’ha investita, dopo l’ammissione del concordato preventivo in continuità, pensa sì al rilancio ma i lavori all’ex Amga non sono una priorità. Eppure, i residenti di via Venezia, sono stanchi: sognavano un quartiere di lusso e ora si ritrovano su due stagni di rane. «Avevo visto il progetto della zona residenziale ed era molto bello - allarga le braccia Daniele Savioli -. Oggi ci ritroviamo con queste due enormi pozze sotto la finestra, e passi per le zanzare, visto che abbiamo le zanzariere e immagino che gli acquitrini siano tenuti sotto controllo, ma le rane ci rendono la vita impossibile d’estate. Lo scorso anno abbiamo anche inviato una segnalazione al Comune per denunciare il problema, ma non ci hanno risposto». La zona, piccola consolazione, non è però ritrovo per sbandati e luogo di degrado, e il cantiere e le vasche sono recintate. «Ce ne sono altre perimetrali che godono però solo della recinzione esterna del cantiere: ma immagino ci si tuffino solo le rane», sorride sconsolato Daniele. (p.c.)

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