Domenica 25 Settembre 2016 | 07:25

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ENERGIA E AMBIENTE

«Se si bloccano le attività estrattive, a rischio posti di lavoro a Ravenna»

L'allarme lanciato ieri durante il Rem, la conferenza degli operatori del settore

«Se si bloccano le attività estrattive, a rischio posti di lavoro a Ravenna»

RAVENNA. Investire su gas naturale e distretto energetico, che da 50 anni si distingue per la capacità di innovazione e tecnologia: è questo il messaggio dominante della prima giornata di Rem, la conferenza internazionale sulle energie rinnovabili che è iniziata ieri e si concluderà oggi al Grand Hotel Mattei di Ravenna. A lanciare il messaggio - in apertura dei lavori e alla presenza di operatori nazionali e internazionali del settore - è il presidente di Rem Innocenzo Titone che sottolinea come fonti tradizionali di energia e fonti rinnovabili possano e debbano convivere. L’Italia non può fare a meno dell’energia.

La prima giornata di Rem è stata scandita dalla notizia che la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promossi dalle Regioni sulla questione delle trivellazioni. L’esito del referendum sulle trivelle è una grande incognita sull’intero settore energetico. Al Grand Hotel Mattei c’è anche stata un’irruzione pacifica di lavoratori che hanno esposto lo striscione “Dal gas l’energia pulita. No ai No Triv. Sì al lavoro”.

«Se si bloccano le attività di estrazione - dice Titone - prima di tutto ci sarà un’emergenza occupazionale. Perderemo migliaia di posti di lavoro e, in seconda battuta, perderemo il patrimonio tecnologico che abbiamo fin qui costruito. Rischiamo di assistere a un’implosione del settore, con gravi ripercussioni anche per il distretto di Ravenna».

Titone riconosce a Ravenna il fatto di essere un’eccellenza internazionale per la sua capacità di coniugare le attività del distretto energetico con le altre vocazioni del territorio. «Ravenna - dice Titone - è la dimostrazione non solo della compatibilità fra oil&gas, turismo, pesca e agricoltura, ma anche della possibile integrazione fra diverse fonti. Nei prossimi decenni avremo ancora bisogno delle fonti fossili per questo bisogna orientarsi verso quelle a più basse emissione di CO2 come il gas metano. A Ravenna lo sfruttamento dell’energia fossile ha permesso anche la crescita dell’industria legata alle energie rinnovabili. Le diverse fonti di energia devono e possono convivere. Sono venuti fin da Cipro per studiare l’insediamento romagnolo, per capire come si può gestire al meglio l’attività di sfruttamento energetico facendolo coesistere con altre attività. Siamo un modello di riferimento anche all’estero».

Nel corso dei lavori di ieri, il viceministro Teresa Bellanova ha detto che da Ravenna parte un modello per la transizione verso un futuro energetico a basse emissioni; mentre l’assessore regionale Palma Costi ha annunciato che il nuovo Piano energetico dell’Emilia Romagna sarà fortemente basato sull’idea della transizione verso una low carbon economy.

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