Venerdì 30 Settembre 2016 | 00:06

MAXI EVASIONE FISCALE

Mille tra auto e barche vendute senza versare l'iva

Ricavi per 27 milioni mai dichiarati, denunciato

 Mille tra auto e barche vendute senza versare l'iva

FAENZA. In pochi anni si era creato un nome e importante giro di clientela che si rivolgeva a lui per acquistare auto, moto e imbarcazioni. Un migliaio i veicoli venduti a cavallo tra il 2010 e il 2014, in particolare vetture di grossa cilindrata tra Audi, Porsche, Bmw e Hummer, due ruote (in particolare Kawasaki e Honda) e imbarcazioni (velieri e gommoni d’altura). Contenti gli acquirenti, che potevano fruire di prezzi vantaggiosi. E ancor più il concessionario, un 53enne faentino che, per l’accusa, incassava i soldi aggirando il Fisco.

Ingente il giro d’affari finito nel mirino della Guardia di Finanza di Faenza, che ha scoperto una frode fiscale da 27 milioni di euro commessa da sei imprese riconducibili a vario titolo al 53enne denunciato che operavano nel settore del commercio di veicoli e natanti da diporto e che avevano sedi fittizie non solo in Italia ma anche a San Marino e nella zona franca di Madeira, in Portogallo pur essendo di fatto domiciliate nell’abitazione di residenza dell’imprenditore.

Le verifiche fiscali delle Fiamme gialle hanno permesso di ricostruire la contabilità amministrativo-fiscale e accertare l’inesistenza di alcune società che sono risultate mere “cartiere” (create al solo scopo di agevolare l’evasione delle imposte di altre società). Attraverso un meccanismo collaudato, quello delle frodi carosello, tramite le filiali estere venivano vendute macchine e barche a prezzi resi concorrenziali grazie alla fraudolenta evasione d’imposta; una triangolazione attraverso la quale il bene venduto da un fornitore nazionale ad una società con sede in realtà a fiscalità agevolata in esenzione dell’iva veniva poi successivamente ceduto a una “cartiera” italiana che non presenta alcuna dichiarazione e rivenduto sempre sul territorio nazionale con l’emissione di false fatture, senza mai provvedere al versamento all’Erario dell’imposta sul valore aggiunto che costituiva l’illecito profitto. Attraverso l’esterovestizione della residenza fiscale delle società estere a lui riconducibili l’imprenditore avrebbe conseguito ricavi per circa 27 milioni di euro complessivi mai dichiarati al Fisco; le imposte evase ammontano complessivamente a circa 14 milioni di euro, pari a 5 milioni di iva, 8 milioni di imposte dirette e circa un milione di irap.

Quattro le persone denunciate alla Procura della Repubblica presso il tribunale di Ravenna per reati tributari. I finanzieri hanno inoltre proposto la confisca per equivalente di beni mobili e immobili riconducibili direttamente ai soggetti e alle società oggetto di indagine.

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