Lunedì 26 Settembre 2016 | 21:02

BULLISMO DOPO LA CAMPANELLA

Preso a calci e pugni fuori dalle medie

Il padre: «Piangeva, ha solo 11 anni»

 Preso a calci e pugni fuori dalle medie

RAVENNA. Preso a calci e pugni davanti all’uscita della scuola media. Bullismo puro e semplice tra alunni poco più che bambini. Undici anni appena. E’ finita prima nell’ufficio della preside e poi con uno dei due al pronto soccorso, accompagnato dai genitori preoccupatissimi dopo essere stati avvisati dell’aggressione al figlio.

E’ successo mercoledì mattina all’una, pochi minuti dopo la campanella in un istituto comprensivo della città che non specifichiamo per tutelare i due protagonisti minorenni.

La storia è però, come spesso capita, finita sui social network, con lo sfogo del padre del ragazzino che ha avuto la peggio. Decine i commenti e i post.

Il fatto. L’aggressione è avvenuta fuori da scuola, alla fermata del bus. Entrambi i ragazzini ogni giorno prendono insieme il mezzo di trasporto pubblico. Uno dei due ha afferrato l’altro per il collo spingendolo contro un muro e poi a terra. A quel punto l’ha colpito con dei calci. Uno anche alla testa. Finché un docente che era lì ha fermato il bullo accompagnando tutti e due gli studenti in presidenza.

Lo spavento. «Non era la prima volta che l’altro ragazzino se la prendeva con mio figlio - racconta al telefono al Corriere il padre dell’11enne che ha avuto la peggio -. Già una volta mio figlio mi ha raccontato che l’altro gli aveva sputato in faccia. Perché? Non c’è motivo. Mio figlio è piuttosto sensibile, non è aggressivo. Io non gli ho mai dato nemmeno una sculacciata. A casa nostra si cerca di parlare invece che ricorrere ad altri mezzi. Credo che l’altro bambino, perché di bambini stiamo parlando, ce l’abbia con lui senza motivo, perché è prepotente e basta».

L’aggressore avrebbe invitato l’altro ragazzino a salire sul bus. «Gli ha detto “vieni su che ti spacco la faccia”. Mio figlio si è rifiutato cercando di rifugiarsi verso un adulto. Ma l’altro l’ha preso per il collo buttandolo a terra e dandogli un pugno e alcuni calci. Lui piangeva e urlava come un’aquila. Per fortuna il giubbotto e lo zaino hanno attutito i colpi - racconta ancora il padre - anche se oggi (ieri, ndr) ha ancora mal di testa e un po’ di dolore al torace. In presidenza la dirigente ha contattato i genitori dell’altro studente che però non sono venuti. Per noi è una sorta di incubo. Sette anni fa l’altro mio figlio, che è da poco maggiorenne, fu vittima di un bullo. Nell’aggressione cadde battendo la testa e perse i sensi».

Con il referto del pronto soccorso dove è stato visitato il ragazzino ieri i genitori si sono presentati in questura per la denuncia. «All’ufficio minori ci è stato però consigliato di attendere e cercare prima di risolvere la questione in modo amichevole, parlando con i genitori dell’altro ragazzo, cosa che faremo. Per fortuna i compagni di scuola si sono schierati tutti con lui facendogli sentire il loro affetto. E’ voluto tornare subito a scuola da solo. Ora speriamo non capiti più».

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