Venerdì 30 Settembre 2016 | 18:52

NEBBIA KILLER

Patente sospesa per un anno

Il camionista coinvolto nel tamponamento in cui morì "Ciuffo" viaggiava a 89 km/h anziché a 50 km/h

 Patente sospesa per un anno

RAVENNA. Un anno di sospensione della patente per l’autotrasportatore coinvolto nel drammatico incidente stradale che all’inizio di dicembre costò la vita a Gianluca Ciuffoli, il pallavolista lughese deceduto alla vigilia del ventesimo compleanno nella trappola di nebbia sulla A14bis.

Il provvedimento disposto dalla Prefettura nei confronti del 39enne moldavo - assistito dall’avvocato Fabio Fanelli - è stato notificato all’interessato nei giorni scorsi; si tratta comunque di una sanzione provvisoria contro cui il camionista potrà presentare ricorso al giudice di pace e che potrà essere rivista in via definitiva in tribunale quando sarà chiamato in udienza per il processo per omicidio colposo.

All’autotrasportatore è stato contestato l’eccesso di velocità oltre al mancato rispetto della distanza di sicurezza. Stando agli accertamenti della Polizia stradale, infatti, al momento dell’impatto il mezzo pesante viaggiava a circa 89 km/h invece dei 50, limite in vigore dalle 2.30 di quella notte lungo tutta la A14bis - come indicato dai pannelli a messaggio variabile - proprio a causa della visibilità ridotta. In base alla ricostruzione degli agenti, furono cinque i veicoli coinvolti nello scontro (e una novantina complessivamente nei vari tamponamenti a catena che si verificarono in contemporanea nei tre chilometri finali della diramazione autostradale): una Volvo ferma incolonnata, un furgone 35 quintali subito dietro, la Toyota Yaris del giovane e alle sue spalle una Ford C Max (riuscita a sfilare l’ostacolo quasi indenne attraverso la corsia di emergenza) e il tir.

Stando a quanto emerso, avvicinandosi alla rampa di immissione dell’Adriatica, il giovane si sarebbe accorto all’ultimo momento del traffico bloccato e per questo aveva frenato, sterzando poi verso sinistra nel tentativo di spostarsi nella corsia di sorpasso ed evitare la collisione con il furgone che lo precedeva. Una manovra che non era però servita a scongiurare l’urto col veicolo commerciale, spinto a sua volta contro la Volvo e poi sfilato di qualche metro in avanti, mentre la piccola utilitaria del ragazzo andò ad appoggiarsi a sua volta contro la berlina svedese.

Sulla base dei rilievi, quindi, se non ci fosse stato l’impatto successivo con il camion il ragazzo se la sarebbe cavata con un grosso spavento e un po’ di danni alla macchina. Per sua sfortuna, invece, qualche istante dopo la sua vettura - rimasta a cavallo delle due corsie in posizione leggermente obliqua - venne centrata dal tir.

Resosi conto dei mezzi fermi solo quando si trovava ad una cinquantina di metri di distanza, l’autotrasportatore cercò di rallentare (sull’asfalto sono stati infatti rilevati i segni della frenata) e di spostarsi a sua volta nella corsia di sorpasso, ma riuscì soltanto a ridurre parzialmente la velocità (l’impatto è avvenuto a una velocità di 75 km/h) colpendo con lo spigolo anteriore destro la fiancata della Yaris, trascinata per qualche metro e schiacciata tra l’autoarticolato stesso e la Volvo. Un impatto che non lasciò scampo al pallavolista. (gi.ro.)

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