Martedì 06 Dicembre 2016 | 22:47

APERTO UN FASCICOLO

La Procura indaga sulle farmacie comunali

Acquisita nei giorni scorsi documentazione di tipo contabile

 La Procura indaga sulle farmacie comunali

RAVENNA. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sulle Farmacie comunali di Ravenna e sui suoi bilanci, al vaglio della magistratura ci sarebbero alcune potenziali anomalie contabili.L'inchiesta è solo ai primi passi, ma...

RAVENNA. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sulle Farmacie comunali di Ravenna e sui suoi bilanci, al vaglio della magistratura ci sarebbero alcune potenziali anomalie contabili.

L’inchiesta è solo ai primi passi, ma nei giorni scorsi è venuta “allo scoperto” dopo che la procura ha avanzato una richiesta di acquisizione atti a Ravenna Farmacie.

Si tratterebbe di documentazione (già consegnata poco prima della fine dell’anno) relativa agli ultimi bilanci depositati dalla partecipata del Comune. Ma questo - come nel caso dell’inchiesta sulle consulenze dell’Ausl - potrebbe essere solo il primo passo di un’inchiesta più articolata che al momento non vede però iscritti nel registro degli indagati. Sotto i fari della magistratura ci sono come detto i bilanci della società che al 92,47% è detenuta da Ravenna Holding, a sua volta controllata dal Comune che ne possiede l’83,48% delle azioni. Ma prima che fosse la magistratura a interessarsi di Ravenna Farmacie e dei suoi conti nei mesi scorsi era stato il consigliere comunale d’opposizione Alvaro Ancisi a sollevare un caso politico. A metà maggio il consiglio comunale aveva infatti approvato il bilancio d’esercizio del 2014 con un utile di esercizio netto di 298.000 euro e con un aumento di oltre 200.000 euro rispetto al 2013. Dati in attivo che, però, non avevano convinto il consigliere secondo il quale l’utile era appena lo 0,45 del fatturato, quando in media per tutte le altre farmacie private si aggira a suo dire attorno al 10% del fatturato. Ma nel 2012 il bilancio della società era anche andato in rosso per 500mila euro. Come è stato possibile riportare in attivo i conti?

Ancisi - alla luce di una lettura di una “relazione politica” di 16 pagine richiesta all’azienda - arrivò ad affermare che si trattò di una sorta di “doping”, dovuto a una diversa (e a suo dire eccessiva) valutazione delle rimanenze di magazzino. Il valore dei farmaci ancora invenduti era infatti passato dai 9,8 milioni del 2011 ai 13,038 del 2014, con un aumento in percentuale del 41,7%.

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