Lunedì 26 Settembre 2016 | 00:29

PARTITA LA PROFILASSI

Uccisi dall'influenza, muoiono in sette

L'Ausl corre ai ripari dopo l'epidemia dello scorso anno

 Uccisi dall'influenza, muoiono in sette

RAVENNA. Calano i vaccini tra categorie a rischio e anziani, e l’anno scorso i casi di influenza sono esplosi fino a colpire il 13% dei ravennati: dieci i casi gravi e ben sette i morti. Tutte persone sane e pure giovani (sotto i 60 anni) uccisi “semplicemente” dalle complicazioni dell’influenza. Vaccinazioni al via da ieri: solo su Ravenna saranno più di 67mila le dosi distribuite. «I vaccini sono il primo baluardo contro l’influenza, ma anche lavarsi le mani dà una bell’aiuto», si appella il direttore del dipartimento di sanità pubblica, Raffaella Angelini.

Dunque, per le categorie a rischio e gli ultra 65enni sarà possibile vaccinarsi fino a dicembre contro il virus influenzale: per quest’anno, l’Ausl Romagna ha previsto il 10% di dosi in più rispetto a quelle utilizzate nella stagione precedente, ma per evitare sprechi, in un primo momento verranno distribuite le dosi nel numero uguale a quello dell’anno scorso e poi solo successivamente verranno garantite ai medici di famiglie le altre dosi. Il tutto sperando che la tendenza si inverta: negli ultimi dieci anni, infatti, questo tipo di profilassi è crollata. Se prima erano più di 7 su 10 gli anziani che si proteggevano col vaccino dall’influenza, l’anno scorso se ne sono contati solo 5 su 10. Un trend, questo, che ha fatto segnare un aumento dei casi di influenza, tanto da far definire in Romagna l’inverno del 2015 come il più “raffreddato” degli ultimi dieci anni. «Lo scorso anno, il ritiro di un lotto di vaccini l’indomani di due decessi sospetti poi risultati completamente estranei alle vaccinazioni fece calare di molto il ricorso alla profilassi - spiega la dottoressa Angelini -, ma questo fece anche segnare un aumento dell’incidenza influenzale. Nel 2015, durante tutto il periodo influenzale si sono registrati circa 572mila casi in regione, corrispondenti al 13% della popolazione totale. Le fasce di età più colpite sono risultate quella dei bambini fino ai 4 anni e da 5 a 14 anni, mentre l’incidenza fra le persone con più di 65 anni ha mostrato valori bassi anche se più elevati rispetto agli anni precedenti».

Tra questi, ma anche tra le fasce d’età più giovani, non sono infatti mancati i casi gravi.

Si sono contati in tutta la regione 169 casi gravi, 32 dei quali in Romagna, 10 dei quali a Ravenna. Tra questi, c’è perfino chi - ammalatosi da “sano” - non ce l’ha fatta: 61 i decessi registrati in regione, 12 dei quali sul territorio romagnolo, e ben sette a Ravenna.

«E i decessi sono avvenuti tra le persone giovani, vale a dire sotto i 65 anni - spiega la dottoressa Angelini -. Questo perché il virus ha una virulenza tale da determinare una compromissione molto forte dell’apparato respiratorio. Si tratta, val la pena ricordarlo, di una malattia per nulla banale specie da quando la vaccinazione è calata».

Vaccini sì, ricorda la responsabile della sanità pubblica, ma anche buone pratiche di salvaguardia. «Le misure igieniche sono fondamentali - chiosa -: bisogna lavarsi le mani più volte al giorno tutte le volte che si è stati in ambienti pubblici. Il virus, oltre che respirato, si deposita infatti anche sulle superfici. Sembra una pratica banale ma che non è banale nell’effetto che provoca».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000