Domenica 04 Dicembre 2016 | 07:02

INCUBO PIENE

Argini a groviera per colpa dei tassi

I roditori scavano chilometri di tunnel che indeboliscono le sponde dei corsi d'acqua

 Argini a groviera per colpa dei tassi

RAVENNA. Fra i nemici dei fiumi ravennati non ci sono solo le intense precipitazioni, come la pioggia battente che in febbraio mise sotto scacco il sistema dei canali, ma esistono ben altre entità che si nascondono silenziose negli argini. A preoccupare i tecnici del Servizio di bacino Romagna sono infatti tassi e istrici che, spiega il responsabile per Ravenna Andrea Bezzi, «scavano negli argini dei fiumi vere e proprie gallerie, molto pericolose in caso di piene o aumento delle precipitazioni. Diventa quindi indispensabile chiudere le tane che prendono la forma di veri e propri condomini nascosti». La messa in sicurezza degli argini dei fiumi Ronco e Montone e Fiumi Uniti, del Lamone, del Savio e il consolidamento di alcuni centri abitati collinari appaiono fra le opere previste dalla Regione una volta risolte le emergenze dopo l’alluvione di febbraio. Nei primi giorni di ottobre si sono svolte le gare di affidamento in base ai progetti redatti dai tecnici del Servizio tecnico di bacino.

«Si tratta di opere - spiega Bezzi - da realizzare ogni anno, ma non è sempre stato così. Ora, attribuite le gare, stiamo predisponendo i contratti e tra la fine dell’anno e l’anno nuovo apriranno i cantieri. Parliamo di interventi non strutturali che però garantiscono la qualità degli alvei fluviali grazie allo sfalcio, il taglio della vegetazione spontanea e opere di contenimento. Nonché la chiusura delle tane dei roditori».

Fra i lavori strutturali sono in via di conclusione la ripresa delle frane nei fiumi Savio, Lamone e Ronco. «Sul Montone a San Marco - prosegue Bezzi - stiamo completando la sistemazione del tratto arginale grazie a un investimento di un milione 400mila euro. Rimane nell’elenco delle priorità e quindi da completare, appena arrivano le risorse, il monitoraggio delle tane di istrici e tane e la bonifica degli argini, come avviene per il fiume Montone. Ma non abbiamo situazioni limite, nel corso dell’ultima alluvione le difficoltà sono sorte sul Bevano e sul Senio, ma i fiumi in sostanza hanno retto. A dare problemi di tenuta è stato il reticolo dei canali di bonifica».

Esprime soddisfazione per il programma degli interventi il consigliere regionale Pd Mirco Bagnari, già firmatario nella primavera scorsa di un’interrogazione sulle casse di espansione del Senio, opera questa che verrà realizzata dalla primavera del 2016. «Ora bisogna continuare su questa strada - dice - e investire sempre di più sulla manutenzione continua e la prevenzione. La natura e le sue manifestazioni estreme non attendono i tempi della burocrazia».

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