Sabato 03 Dicembre 2016 | 03:25

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RAVENNA. Il Pd tenta l’avvicinamento a Sel, e gli animi si scaldano. Non se ne parla nemmeno per il deputato Giovanni Paglia: «Stiamo costruendo un percorso con Ravenna in Comune, il Pd è insufficiente come partito e classe dirigente» e non le manda a dire a chi invece è rimasto al fianco dei Dem anche dopo l’allontanamento del suo partito: «Sel ha già deciso cosa farà alle prossime amministrative, non andrà col Pd. Le persone che non hanno condiviso questa scelta, dovranno fare la loro: nel caso, abbandonare il partito». Il riferimento è soprattutto all’assessore al bilancio Valentina Morigi. Ma è più possibilista l’ex coordinatore provinciale, Andrea Mengozzi secondo cui è giusto «andare almeno al confronto col Pd». Due, dunque, le anime del partito, ma intanto il percorso di Sel con Ravenna in Comune prosegue: la sinistra unita è prossima a scegliere il suo candidato a sindaco; la favorita è Raffaella Sutter, ex dirigente comunale per anni impegnata all’immigrazione e servizi sociali. «Stiamo costruendo un’alleanza con Ravenna in Comune, esattamente perché con tutta la sinistra condividiamo un progetto di governo diverso da quello del Pd e un giudizio totalmente negativo su quel partito - parla chiaro il deputato di Sel, Paglia -. Penso che abbia dei problemi molto seri il segretario De Pascale che non riesce a capire, o che si arrabatta a trattare con le minoranze degli altri partiti. Il Pd non solo non è autosufficiente da solo, ma è insufficiente come partito». Quando parla di “minoranze” il riferimento è a Ilaria Morigi, consigliere comunale, ma soprattutto all’assessore Valentina Morigi, entrambe espressione di Sel ma rimaste al fianco dei Dem anche dopo lo strappo di Sinistra ecologià libertà. «La Morigi deciderà se rimanere in minoranza nel suo partito o se andare a fare altro - ribadisce Paglia -. Mi auguro che rimanga nel partito, ma senza ruoli di amministrazione anche se vincessimo le elezioni». Eppure, in Sel, c’è anche chi non disdegna ancora il confronto col Pd. Dall’ala moderata del partito l’augurio è che «Ravenna in Comune sia un progetto di sinistra capace», altrimenti, teme Mengozzi, ci sarà da «rassegnarsi al ballottaggio con la Lega Nord o il Movimento 5 Stelle». Ecco perché l’ex assessore provinciale all’Ambiente spera almeno di andare al confronto con via della Lirica. «Alle elezioni manca ancora molto, qualcosa può cambiare», anche in base a quello che accadrà a livello nazionale e regionale. Intanto, Ravenna in Comune prosegue il suo percorso. A breve, gli aderenti al progetto di sinistra convocheranno le due assemblee propedeutiche alla scelta del proprio candidato. Due ad oggi le candidature possibili: quella più certa di Raffaella Sutter, e quella più di bandiera di Yuri Farabegoli, espressione di Rifondazione comunista. La preferita rimane l’ex dirigente comunale, ma l’assemblea degli aderenti rimane sovrana. (p.c.)

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