Domenica 25 Settembre 2016 | 07:24

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TRAGICO EPILOGO

Trovata in fin di vita, muore all'arrivo dei soccorsi

La donna scomparsa da casa era finita nella scarpata dell'argine in una zona coperta dalla vegetazione

Trovata in fin di vita,  muore all'arrivo dei soccorsi

RAVENNA. E’ stata trovata in fin di vita in fondo alla scarpata esterna dell’argine dei Fiumi Uniti, a poche decine di metri dal ponte di Ponte Nuovo da due signori andati a raccogliere i pomodori.

Scendendo verso l’orto poco dopo le 18, l’hanno sentita ansimare - «un respiro affannoso, quasi un rantolo, col diaframma che si muoveva anche se in maniera rallentata» - ed hanno immediatamente allertato i soccorsi. Ma quando il 118 è arrivato, il filo flebile che teneva in vita la 74enne scomparsa si è spezzato. Nonostante i tentativi di rianimazione, infatti, i medici non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Loredana Bagni era proprio dove negli ultimi giorni forze dell’ordine, vigili del fuoco e volontari l’avevano cercata anche con l’aiuto dei sub, dei cani e dei droni. A pochi passi eppure paradossalmente introvabile, stesa com’era senza scarpe e con la collana in bocca in un angolo di vegetazione non visibile dall’argine, neppure da pochi metri. «Io stesso quando sono andato incontro ai medici per portarli sul posto - racconta l’uomo che l’ha trovata - per un attimo non l’ho più rivista tanto che pensavo si fosse alzata e si fosse allontanata». Un cruccio questo per gli stessi familiari, che non si danno pace; alcuni di loro anche ieri l’avevano cercata in quello stesso punto. Erano a una manciata di metri, ma per via della vegetazione non sono riusciti a vederla.

Saranno ora gli accertamenti (sul posto sono intervenuti anche polizia e carabinieri) a chiarire le cause della morte, se sia legata in qualche modo ad una caduta come il ritrovamento delle ciabatte a metà della scarpata lascia ipotizzare o se per gli stenti, impossibilitata a rialzarsi dall’anfratto in cui era finita e vittima del caldo e della sete.

Dai primi accertamenti, comunque, tra il momento del ritrovamento e quello della morte sembra fosse passato pochissimo tempo. Il confine tra la possibilità di sopravvivere e la morte, insomma, mai come in questo caso è stato labile. Fosse stata trovata prima sarebbe stato possibile salvarla? E’ il dilemma che anima i parenti, uno strazio nello strazio.

Informati del ritrovamento, alla spicciolata verso l’imbrunire sono arrivati di corsa col cuore in gola tra le sterpaglie sperando fino all’ultimo che la notizia della morte non fosse vera. Hanno fatto di tutto per ritrovarla, cercandola in ogni angolo, battendo su è giù con gli uomini impegnati nelle ricerche i Fiumi Uniti, ma si sono dovuti arrendere alla drammatica realtà.

«Voglio vedere la mia mamma, voglio vederla, voglio abbracciarla» ha gridato tra le lacrime la figlia. E come lei altri familiari, distrutti al pensiero di averla sfiorata ma di non averla potuta salvare. «Non può essere lì, non può - si dispera una parente -. Ero qui anche alle 2 oggi, ero attaccata a lei e non l’ho vista». Un dispiacere che anima anche il personale impegnato nelle ricerche.

La donna si era allontanata nel pomeriggio di lunedì dopo un litigio col marito. Uscita di casa senza il cellulare, non aveva più fatto ritorno allarmando i familiari che avevano contattato quella sera stessa le forze dell’ordine. Altre volte in passato si era assentata per qualche periodo, ma stavolta la preoccupazione era maggiore per via del suo stato di salute. Operata di recente, aveva difficoltà nel camminare. Le riprese di una telecamera l’hanno immortalata mentre da via Ronco si dirigeva a piedi in via Romea sud, ma dalle immagini non si vedeva poi quale direzione avesse preso. Il sospetto era che si fosse diretta verso i Fiumi Uniti dove per tre giorni la macchina dei soccorsi l’ha cercata.

Il timore era che potesse esserle accaduto qualcosa di grave, che potesse essere stata vittima di un incidente. E la dinamica del ritrovamento lascia supporre che le cose possano essere andate così, facendo passare in secondo piano l’ipotesi di un gesto estremo che pure era stata presa in considerazione.

La donna potrebbe essere scivolata in quel dirupo la sera stessa forse per via dell’oscurità e non essere più stata in grado di rialzarsi né di chiedere aiuto, oppure potrebbe averlo fatto e non essere stata sentita per il rumore nonostante l’argine sia piuttosto frequentato da agricoltori, pescatori e sportivi.

«Se ci fosse stato mio cognato, lui viene qui tutti i giorni, magari l’avrebbe vista - racconta sconsolata la signora che ha chiamato i soccorsi -. Ma in questo periodo è in ferie e io e mio marito siamo venuti qui l’ultima volta solo domenica». (gi.ro.)

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