Martedì 27 Settembre 2016 | 14:08

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DRAMMATICA BRAVATA A FAENZA

Parte un colpo per sbaglio e uccide l'amico ventenne

Allontanatosi dopo l'omicidio, ieri il 22enne che ha premuto il grilletto si è costituito

Parte un colpo per sbaglio e uccide l'amico ventenne

FAENZA. Era ospite in casa di un amico bosniaco con cui stava giocando a Gta, un videogame in cui i giocatori interpretano criminali ingaggiati per commettere rapine e omicidi. Una simulazione che nella serata di giovedì si è trasformata in tragica realtà quando uno dei ragazzi che li aveva raggiunti per andare a giocare a basket, Marin Gjeloshi, 22enne albanese, ha estratto una pistola. Impugnando per gioco l’arma, risultata rubata il giorno precedente in un’abitazione a Imola, è partito un colpo che ha ucciso Andrey Goncharov, un ragazzo russo di 20 anni. Il proiettile calibro 7.65, esploso a distanza ravvicinata, non ha lasciato scampo al giovane.

Trafitto alla tempia sinistra il 20enne è deceduto all’istante, mentre chi ha premuto il grilletto è scappato insieme ai due connazionali che lo avevano accompagnato prima dell’arrivo dei soccorsi, allertati dal padrone di casa sotto choc. Una fuga durata però appena una manciata di ore; ormai braccato dalla Polizia, nella mattinata di ieri si è consegnato ai carabinieri di Castel Bolognese, dove gli inquirenti ritengono si fosse recato per chiedere ospitalità a qualche conoscente. Sentito nel pomeriggio in Procura (dove il procuratore capo Alessandro Mancini è rientrato appositamente dalle ferie), il 22enne - padre di una bimba piccola e irregolare in Italia; un anno fa gli era scaduto il permesso di soggiorno - è in stato di fermo per omicidio volontario e porto abusivo di armi. Assistito dall’avvocato Eva Pregu, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Condotto in carcere, tra domani e lunedì comparirà davanti al gip. Identificati anche gli altri due connazionali, ritenuti per ora estranei alla vicenda

Una tragedia ai limiti dell’assurdo quella avvenuta in via Fratelli Rosselli. Non ci sarebbero scenari illeciti sullo sfondo né regolamenti di conti. Gli inquirenti, scartata subito la tesi del suicidio, avevano preso in considerazione anche quell’ipotesi. Le risultanze investigative avrebbero invece riportato un’altra realtà: Andrey sarebbe morto per un gioco sfuggito di mano durante una serata tra amici organizzata approfittando dell’assenza per le ferie dei genitori di uno di loro.

Dovevano essere in tre; il ragazzo bosniaco, Andrey e Marin, ma all’appuntamento si erano presentati anche altri due conoscenti di quest’ultimo. In programma pare ci fosse una partita a basket, ma per un po’ sarebbero rimasti nell’appartamento tutti insieme a giocare con la Playstation. Attorno alle 21, il dramma. Stando a quanto ricostruito, mentre Andrey e l’amico si trovavano sul divano a giocare e fumare, il 22enne albanese avrebbe estratto una pistola, probabilmente per scherzo o per far apparire più realistico il videogioco. Sembra l’avesse da poche ore dopo averla acquistata al parco Verde da un pusher. Pensava fosse scarica. Non era così. Dentro era rimasto un colpo. Quello che ha ucciso il suo amico. (gi.ro.)

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