TRAGEDIA A PORTO CORSINI

Scivola pescando cozze, muore 50enne

Il decesso per annegamento. Il pescatore potrebbe aver perso l'equilibrio o essere caduto in acqua per un malore

Scivola pescando cozze, muore 50enne

RAVENNA. Stava pescando cozze con un raschietto quando lo strumento utilizzato si è rotto. A quel punto, probabilmente nel tentativo di raccogliere i mitili a mano, è salito sulla scogliera, finendo per scivolare in acqua dove è stato avvistato poco dopo privo di vita da alcuni passanti che, complice il giorno di festa, stavano passeggiando sul molo.
Stando ad una prima ispezione cadaverica, l’uomo - Emidio Pergolari, un 50enne ravennate dipendente di una società di facchinaggio - sarebbe morto per annegamento; resta da capire se il pescatore sia caduto in acqua in seguito ad un malore o se sia scivolato perdendo i sensi dopo aver sbattuto la testa contro i tripodi in cemento posizionati sul lato della palizzata affacciata in mare aperto per arginare la furia delle onde durante le mareggiate. Un’ipotesi, quest’ultima, compatibile con i tagli presenti sul corpo della vittima.
Il dramma che ha sconvolto il giorno della Liberazione è avvenuto poco dopo le 14.30 a Porto Corsini. Stando a quanto riferito da alcuni testimoni ai carabinieri di Marina Romea (intervenuti sul posto insieme agli uomini della capitaneria, ai vigili del fuoco e al personale del 118) verso quell’ora l’uomo si trovava sul lato interno del molo. Impegnato a pescare con un raschietto le cozze, durante l’operazione l’attrezzo che stava usando si è rotto e avrebbe manifestato ad alcuni passanti che si erano fermati a scambiare qualche parola con lui l’intenzione di ovviare al problema utilizzando le mani. Un proposito a cui deve evidentemente aver dato seguito dal momento che poco dopo è stato trovato cadavere in acqua sulla scogliera artificiale.
Purtroppo non ci sono testimoni diretti dell’accaduto nonostante la presenza di migliaia di persone che hanno affollato la palizzata per pescare o fare due passi nonostante il cielo plumbeo. La scoperta della tragedia è infatti avvenuta solo una ventina di minuti più tardi, quando alcune delle persone che lo avevano visto in precedenza sono tornate indietro. Colpite dalla presenza a terra del giubbotto indossato dall’uomo e delle ciabatte, lo hanno chiamato senza ricevere risposta. Alcuni ragazzi si sono così affacciati sugli scogli e quando sono saliti sui tripodi hanno visto il corpo galleggiare senza vita.
Per consentire il recupero del cadavere da parte dei vigili del fuoco e permettere ai carabinieri di eseguire i rilievi, la palizzata è stata temporaneamente chiusa. Come disposto dal sostituto procuratore Cristina D'Aniello la salma è stata trasferita alla camera mortuaria dove in giornata avrà luogo il riconoscimento da parte dei familiari. (gi.ro.)

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