Sabato 10 Dicembre 2016 | 03:57

L'AREA VASTA SI FA SOTTO CANESTRO

Basket, la fusione con Forlì è più vicina

«Pronti a cambiare nome in "Romagna"». Si giocherà in città ma forse non tutte le partite

 Basket, la fusione con Forlì è più vicina

RAVENNA. Ravenna non perde il basket, ma il nome della squadra forse sì. E se questo è il pegno da pagare perché la pallacanestro non lasci la città, «va bene così», dice l’assessore allo Sport Guido Guerrieri. La notizia è quella arrivata ieri pomeriggio dal Basket Ravenna Piero Manetti dopo settimane di tentennamenti sul futuro della squadra alle prese con le trattative con il nuovo sponsor: la società è pronta a cambiare denominazione e, in una spinta verso un’“area vasta” della pallacanestro, ad assumere il nome “Romagna”. No ai campanilismi, sì allo sguardo teso a tutto il territorio allargato, a partire dalle cose “pratiche” come la scelta degli impianti dove giocare. Ma come la prenderanno i tifosi? Per il momento, la pallacanestro rimane in città ed è facile pensare che, per il campionato del prossimo anno, si “dividerà” tra Pala Costa (dove per la regular season varrà un altro anno di proroga) e Pala De André, ma non è esclusa la «possibilità» che qualche partita si giochi anche fuori. Dove? La prediletta è Forlì, orfana del canestro ormai da mesi. Per questo, la società ha chiesto un incontro tra le due Amministrazioni delle città. Per Guerrieri, «una buona notizia: a me, in definitiva, interessa che ci sia il basket a Ravenna».

Il problema ravennate è lo stesso da anni: dove giocare? Il Pala de André costa troppo e da lì se n’è già andata la pallavolo, emigrata a Forlì. Al PalaCosta la proroga scadeva quest’anno e andarsene da Ravenna sarebbe stata dura da far mandar giù alla città. Così, trovato uno sponsor, si è cercata la mediazione. La “lusinga” forlivese è però ancora forte: lì, la squadra cittadina, dopo svariate vicissitudini, ha abbandonato campionato e storia mesi fa e la piazza si sente orfana del canestro; per questo, da mesi guarda con attenzione ai problemi che Ravenna ha con gli impianti sportivi. Per il momento, grazie all’accordo con lo sponsor Piacentini Costruzioni, il basket ravennate dovrebbe rimanere a giocare a casa sua, salvo la «possibilità di disputare alcune partite in altri impianti romagnoli». «Un futuro duraturo può essere garantito - così il Basket Ravenna - solo facendo sistema territoriale, coinvolgendo le realtà più sensibili senza soffermarsi ai campanilismi. Proprio per questo si auspica che anche la politica, nelle vesti degli amministratori locali, condivida questa visione e la sappia fare propria proponendo un nuovo modello per fare sport: un modello che tuteli la passione per la pallacanestro della Romagna intera, garantendo ad esso solidità e durata». Come a dire: ora la palla passa alla politica. «A me interessa che ci sia il basket a Ravenna - mette le mani avanti l’assessore allo sport Guido Guerrieri -. Io la vedo come una bella notizia. Se poi dobbiamo perdere il nome puntando a ragionare su una prospettiva futura, non la butto via come opzione. La pallavolo ha già iniziato a ragionare per sinergie, ora lo fa anche il basket. La mano tesa a Forlì è per ragionare sul costruire insieme una prospettiva di area vasta sportiva». Quanto al posto dove giocare, al momento, sorprese non dovrebbero esserci: a seconda della partita (se con tanti o pochi tifosi al seguito della squadra avversaria), è facile immaginare che la pallacanestro si dividerà tra Pala de André e Pala Costa. E Forlì rimarrà più che un’opzione.

 

 

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