Giovedì 08 Dicembre 2016 | 23:07

ESPERIMENTO IN VIA SIMMACO

"Catena" su WhatsApp contro i furti

Una quindicina di residenti della zona si sono organizzati con un gruppo ad hoc

"Catena" su WhatsApp contro i furti

RAVENNA. Sbandati, siringhe a terra, via vai di rom e poi i furti. Per dare una mano alle forze dell’ordine e sentirsi più sicuri, i residenti di via Simmaco si organizzano da soli e avviano una chat su Whatsapp, al cellulare, per segnalare auto e persone sospette. «Lo facciamo per sentirci sicuri, così siamo 50 occhi invece di due». E, a loro, non sfugge niente: contro i ladri, niente catene. Ma catene telefoniche sì.

Eccola dunque l’idea di una quindicina di residenti tra via Simmaco e strade limitrofe, vicino al mausoleo di Teodorico: mandarsi un sms ogni volta che in zona si avvistano persone o situazioni sospette così da guardarsi le spalle gli uni agli altri, e da essere preparati all’arrivo dei ladri. «Per noi funziona e ci sentiamo più sicuri: il modello dovrebbe essere esportato anche alle altre zone di Ravenna, così da creare più reti collegate tra loro. Daremmo una mano alle forze dell’ordine senza correre alcun rischio: altro che ronde». L’esperienza è nata circa un mese fa dal cuore del quartiere. «Avevamo letto di un’esperienza simile nel Veneto, e subito ci siamo attivati - racconta, Roberto Cantarelli, 50 anni -. Ci ha pensato per primo il mio vicino Stefano Biondi e da lì ci siamo messi in rete. Abbiamo stampato un volantino da distribuire ai residenti e pian piano stiamo raccogliendo le varie adesioni. Più siamo, meglio è. E, le dirò, dandoci delle regole come quella di non scrivere dopo la mezzanotte a meno che per segnalazioni gravissime, e di non usare la chat per questioni private, la cosa funziona eccome». Qualche esempio? «Una sera, una mia vicina è uscita a passeggio col cane e in un parcheggino qui vicino ha visto delle siringhe a terra - racconta Roberto -, è partito l’sms e in poco sono arrivati i carabinieri. Questo perché, col passaparola, l’informazione è arrivata fino in caserma. Lo stesso è avvenuto una sera che abbiamo avvistato tre ragazzi mentre si fumavano uno spinello. Cose che possono non sembrare gravi da un punto di vista della criminalità, ma che a noi interessano per una questione di decoro e soprattutto sicurezza: qui, tutti abbiamo figli, bambini che vogliamo vivano il quartiere senza rischi». L’altro cruccio sono i rom. «Un annetto fa ci era capitato di avvistare sui muri di qualche abitazione della zona i classici segni che si dicono siano lasciati dai ladri nomadi - racconta ancora Roberto -, e non lasciamo nulla al caso. Ma qualche giorno fa una segnalazione in chat è partita anche per due uomini distinti che si aggiravano tra le case esaminando i citofoni. Insomma, teniamo altissima l’attenzione per evitare sorprese». Il banco di prova saranno le prime vacanze primaverili. «Gli sms a ripetizione sono meglio di un allarme, meglio delle telecamere: le nostre case, così, non sono mai sole. Siamo gli uni per gli altri degli angeli custodi», chiude Roberto.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Corriere di Romagna

Caratteri rimanenti: 1000