Martedì 27 Settembre 2016 | 22:39

FUCILI SPUNTATI

Daini, i cacciatori pronti a mollare

Gli animalisti non lasciano la pineta. Oggi l'incontro tra i selezionatori per decidere se smontare le altane: rimarrebbero solo tre giorni di caccia

Daini, i cacciatori pronti a mollare

RAVENNA. Cacciatori pronti a “mollare”: oggi pomeriggio l’incontro decisivo tra i selezionatori e i dirigenti dell’ambito territoriale di caccia per decidere se proseguire o chiudere in anticipo la caccia ai 67 daini nella pineta di Classe, ma considerato che a disposizione rimarrebbero solo tre giorni di selezione e che parte delle altane sono ancora a mollo nell’acqua, l’intento è quello di smontare le piattaforme e abbassare il sipario sull’intera vicenda. «Inutile organizzarci per due giorni», fanno sapere dall’Atc. Se così fosse, si chiuderebbe dunque in anticipo il piano di selezione, ma si aprirebbe la strada a quello di controllo, sul quale sono già al lavoro i tecnici della Provincia: a quel punto, la “caccia” ai daini continuerebbe ma a imbracciare i fucili sarebbero direttamente gli agenti della polizia provinciale, senza i vincoli del calendario venatorio.

Dunque, si siederanno oggi pomeriggio attorno a un tavolo i selezionatori individuati dall’ambito territoriale di caccia come coloro che avrebbero dovuto portare a termine l’abbattimento dei 67 daini ritenuti "di troppo" nella pineta di Classe, da almeno due decenni popolata dalla specie non autoctona. La proroga concessa ai cacciatori per sparare scadrà il 15 marzo: ciò sta ad indicare che, escluso oggi, ai selezionatori rimarrebbero appena tre giorni per imbracciare i fucili. Troppo pochi, considerato che gli attivisti non hanno mai disertato la pineta da quando il Consiglio di Stato, interpellato proprio dalle associazioni animaliste, ha dichiarato la delibera della Provincia sugli abbattimenti legittima. «Credo smantelleremo le altane - dicono i cacciatori -, di caccia, rimarrebbero solo mercoledì, giovedì e sabato: troppo poco per organizzarci». Ma la decisione ufficiale verrà comunque presa oggi. Eppure, nonostante le polemiche e i nervi tesi, nessuno di loro si è stancato. «Certo che lo rifaremmo - dicono -: i ricorsi alla giustizia amministrativa ci hanno confermato che le nostre scelte erano giuste. Era importante procedere con gli abbattimenti per garantire la sicurezza». Ormai però è fatta. Ma la Provincia ha già fatto sapere che gli abbattimenti in un modo o in un altro dovranno procedere. L’ipotesi più accreditata è quella dei piani di controllo: vale a dire che a sparare saranno questa volta i pubblici ufficiali, e quindi gli agenti della polizia provinciale. Ma in quel caso, non ci sarebbe calendario venatorio che tenga, e dunque la "caccia" continuerebbe finché necessario. Su questo, i tecnici di piazza Caduti si stanno interrogando: i piani non inizieranno già dal 15 marzo, ma è facile ipotizzare che dalla Provincia vogliano velocizzare il più possibile le operazioni dopo il tempo "perso" tra ricorsi e proteste.

 

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