Giovedì 29 Settembre 2016 | 22:24

CASOLA VALSENIO

Maxi frana, sul campo da calcio indaga la Procura

Turni dei volontari per evitare incidenti, delimitata tutta la zona

Maxi frana, sul campo da calcio indaga la Procura

CASOLA VALSENIO. Solo sette ore prima, i ragazzini delle giovanili erano lì ad allenarsi. Se la natura avesse presentato il conto allora, sarebbe stata una tragedia. Invece, fortunatamente, il campo da calcio di Casola Valsenio è stato inghiottito dalla frana da solo, senza portare nessuno con sé. Ma rimangono i danni e la certezza che sarà difficile riaprire un giorno quell’impianto, metà del quale si è “sciolto” come zucchero. Per questo, alla ricerca di eventuali responsabilità, la magistratura ha deciso di aprire un’indagine sul crollo della struttura sportiva: gli accertamenti, al momento, sono solo conoscitivi. E i carabinieri stanno sentendo i vari testi, per capire se avvisaglie ce n’erano state. Nei prossimi giorni, sarà un geologo a spiegare agli investigatori cosa è accaduto nei dettagli.

L’indagine. Dunque, per il momento, data l’informativa trasmessa dai carabinieri di Faenza (guidati dal capitano Cristiano Marella) all’autorità giudiziaria, la Procura di Ravenna ha aperto un’indagine conoscitiva sui fatti di mercoledì mattina. Significa che gli accertamenti sono appena iniziati e che ad oggi non ci sono né indagati né ipotesi di reato, ma nel caso si profilassero delle responsabilità, potrebbe farsi largo la tesi del disastro colposo. La prima informativa degli investigatori è ora nelle mani del sostituto procuratore Daniele Barberini.

La frana. Ma cosa è accaduto nel dettaglio all’alba di mercoledì? Erano da poco passate le 4 quando un boato si è portato via un terzo del campo sportivo “Nannini”, impianto storico per Casola Valsenio, da 20 anni luogo di incontro per i ragazzi e centro d’eccellenza per il territorio, oggetto appena pochi mesi prima di un “restyling” con tanto di illuminazione appena rifatta. Che cosa abbia provocato la frana e perché il campo si sia letteralmente spezzato a metà, finendo in parte nel fiume Senio tanto da coprirlo e creare una diga (poi, fortunatamente, sbloccatasi da sola), solo un tecnico potrà spiegarlo ai carabinieri che nei prossimi giorni provvederanno a sentire sul fatto anche un geologo.

Sfilano i testi. Per il momento, le persone che verranno convocate dagli investigatori sono gli addetti alla manutenzione dell’impianto, ma anche i frequentatori del campo, dunque allenatori e dirigenti dei gruppo sportivi per capire se avvisaglie del crollo ci fossero state e, nel caso, se la zona fosse stata tenuta debitamente sotto controllo. La struttura era comunque regolarmente frequentata: lo è stata fino alla sera prima della frana quando proprio i ragazzini delle giovanili di calcio si erano fermati per un allenamento durato fino alle 21, 7 ore prima che il manto erboso scivolasse fin nel fiume.

 

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