Domenica 25 Settembre 2016 | 02:17

TENTATO OMICIDIO A CASALBORSETTI

Sparò all'ex socio del capanno, oggi esce dal carcere

Renzo Venturi ha ottenuto i domiciliari

 Sparò all'ex socio del capanno, oggi esce dal carcere

RAVENNA. Uscirà dal carcere questa mattina Renzo Venturi, il 75enne di Fornace Zarattini che il 30 novembre scorso sparò sulla riva del Reno al suo ex socio di capanno, il 69enne Mario Biondelli. Un solo colpo di 7,65 che ha paralizzato dal collo in giù l’ex rappresentante della Maie residente a Piangipane, da allora ricoverato in fin di vita a Cesena e poi a Imola. Venturi ha ottenuto gli arresti domiciliari all’interno del dipartimento di salute mentale (ex Simap) dell’ospedale di Ravenna. Decisiva la relazione presentata al gip Piervittorio Farinella dal suo legale (l’avvocato Roberta Cavallari) e scritta dallo psichiatra Sergio Corazza. Venturi era infatti stato seguito dallo stesso Simap per circa due anni per un disturbo della personalità per il quale assumeva ancora psicofarmaci. Ma nonostante tutto era ancora in possesso di un arma regolarmente detenuta. L’ex fabbro di Fornace Zarattini ora dovrà rimanere in ospedale, ma comunque non sarà piantonato. La notizia della concessione dei domiciliari a Venturi arriva purtroppo proprio nelle ore in cui le condizioni di salute di Biondelli sembrano essersi ulteriormente aggravate a causa di un’infezione dovuta all’impossibilità per i medici di estrarre il proiettile dalla spina dorsale dell’uomo.

Nei giorni scorsi Venturi aveva scritto una nuova lettera ai familiari dell’uomo in cui ha in sostanza ribadito la sua versione dei fatti, la stessa data al pubblico ministero Angela Scorza. Il 75enne continua a negare una premeditazione del gesto e ha detto di aver sparato solo dopo essere stato bloccato da Biondelli che anche nell’ultima missiva (scritta a mano e lunga circa dieci pagine) definisce un “tipo pericoloso”. I dissapori tra i due erano nati durante la gestione di un capanno da pesca sulla riva destra del Reno. Venturi era diventato socio circa cinque anni fa, ma dopo una difficile convivenza con gli altri soci gli era stato fatto capire che sarebbe stato meglio andarsene. Nel marzo scorso il capanno oggetto del contendere era però stato improvvisamente distrutto da un incendio. Venturi, il 30 novembre scorso, era stato nuovamente avvistato mentre passava davanti al rudere del padellone e Biondelli lo aveva fermato, mettendo un trattore a sbarrare la strada. Venturi abbassò il finestrino e fece fuoco.

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