Venerdì 09 Dicembre 2016 | 08:39

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CASO COTA

Come un sasso in un alveare

Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, si trova oggi in una situazione traballante, addirittura col rischio di annullamento, da parte della “Cassazione”, delle elezioni del 2010 che lo videro vincitore alla gara per la presidenza della Regione.

Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso presentato dall’ex governatore Mercedes Bresso: le elezioni del 2010, vinte dal leghista Roberto Cota, dovrebbero essere annullate, in quanto la lista “Pensionati per Cota” che lo sosteneva è stata ritenuta irregolare dalla Cassazione.

Come un sasso è stato lanciato nell’alveare della Lega nord, e le vespe infuriate schizzano per la tangente in ogni direzione, ognuna col proprio veleno. Non tutte sono favorevoli al governatore, un gruppetto addirittura è ostile ed è facile capire perché: sono i senatori trombati alle elezioni che ora vedono aumentare le probabilità di entrare nell’olimpo dorato del consiglio della Regione, al posto dei trombati (diarie, pensioni d’oro, innumerevoli gadget per il futuro).

La Lega nord scende in piazza a Torino contro il “golpe rosso” dei giornalisti comunisti. Minacce esplicite di rivolta armata: “occhio a chi tocca un leghista”!

Il governatore Cota attende, oltre alla contestata nomina, guai più grossi quando sarà esplicito l’avviso di garanzia da lui ricevuto: c’è una accusa di rimborsopoli su prelievi per fini personali da lui fatti, poi rimborsati (speriamo); ma non è questo ora il vero golpe?

I guai di Cota ebbero inizio già quattro anni fa quando l’ex presidente Bresso denunciò la lista che lo sosteneva per un affare di firme contraffatte, talché si sarebbero dovute rifare le elezioni.

Cota, naturalmente, si difende a denti stretti: oltre il solito ritornello (mi “affido alla Magistratura”) ora passa all’attacco, “sono vittima della campagna mediatica di una certa stampa comunista” che non sopporta la nostra ottima gestione.

Le punzecchiate più pungenti e la massima solidarietà vengono da Matteo Salvini (lo ricordate, è quello che difendeva a spada tratta il sindaco di Adro per aver tappezzato in ogni angolo della scuola di Adro il “sole delle Alpi”, poi rimossi (spero) a nostre spese.

E saltano fuori le proposte più pazze, addirittura si paventano referendum per l’uscita dall’Europa e dall’Euro (mirabilia!!) ed elezioni accomunate alle europee del Ppe.

Al Governo tacciono sull’argomento, il centro destra logicamente approva e la sinistra disapprova, il premier Letta denuncia i ritardi “troppi tre anni e mezzo per una sentenza”, chiosa, e “forse bisogna riguardare alcune di quelle norme”.

Salta fuori pure Mario Borghezio a sostenere la Lega e Cota. Roba da matti!! Ritorno alle origini, “delirium tremens”!

Salvini esprime solidarietà totale e, ultima chicca, come di consueto torna al suo linguaggio colorito: “...sono orgoglioso della Lega, del Piemonte e del suo Governatore. Se non ci fosse stata la Lega nord i Piemontesi sarebbero già caduti al livello del Congo”.

Bravo, Salvini, ma sappi che non tutti sono dei paleo gibboni come credete. In casa vostra c’è già aria di buriana, occhio alle sbandate.

 

 

 

Salvatore Banzola

Faenza

 

 

 

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