Giovedì 29 Settembre 2016 | 13:51

STATO CIVILE E NUOVE LEGGI

Divorzio breve, sono già tredici le richieste presentate al Comune di Imola

Nel 2013 più separazioni che matrimoni: 279 coppie finite contro 198 nuove

Divorzio breve, sono già tredici le richieste presentate al Comune di Imola

IMOLA. Le prime coppie che utilizzeranno la legge sul divorzio breve approvata pochi mesi fa saranno davanti all’ufficiale di Stato civile del Comune di Imola lunedì prossimo.

Tredici fino ad ora gli appuntamenti calendarizzati in municipio. Tredici coppie che hanno fatto richiesta di avvalersi della legge 132 del 12 settembre 2014 che introduce la separazione, il divorzio e la modifica delle condizioni di separazione veloci, direttamente davanti all'ufficiale dello Stato civile (senza passare dal giudice) del luogo dove è trascritto o iscritto l'atto di matrimonio. La cosa è possibile quando non ci sono figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti da affidare, o aspetti di natura patrimoniale da giudicare. Costo della pratica, quello di una marca da bollo, 16 euro, e l’obbligo di ripresentarsi 30 giorni dopo la prima firma, per confermare. «Di queste prime tredici richieste dieci sono per separazione e 3 per cessazione degli effetti civili del matrimonio - specifica il dirigente del servizio comunale Walter Laghi -. Le persone si sono informate sul sito del Comune, sul quale già da qualche tempo avevamo pubblicato le modalità per accedere a questa pratica che la legge ora consente e hanno semplicemente telefonato per fissare un appuntamento». Il Comune di Imola si è attrezzato anche logisticamente. «Per cominciare sono tre gli ufficiali di stato civile che sono stati formati appositamente per seguire questo percorso - spiega ancora Laghi -, inoltre per accogliere le persone in un ambiente un po’ più riservato, abbiamo deciso di utilizzare una stanza dedicata proprio a questo». La stima è che in un anno potranno essere circa 100/110 le pratiche di questo tipo accoglibili dallo stato civile del Comune di Imola. L’ipotesi si basa sui dati delle separazioni del 2013 (le cifre del 2014 non sono ancora state elaborate) che ammontano complessivamente a 279 casi, di cui 142 divorzi e 137 separazioni (a cui si aggiungono 61 ricorsi per separazioni non consensuali).

Un numero, quello delle coppie finite nel 2013 che superava abbondantemente quello delle nuove unioni, considerato che nello stesso anno 71 erano stati i matrimoni religiosi celebrati a Imola e 127 quelli civili. E i matrimoni sono calati ulteriormente nel 2014, soprattutto quelli davanti all’ufficiale di Stato civile, che sono stati 97, più i 72 celebrati in chiesa. Per sapere quante coppie siano scoppiate nell’anno appena concluso occorre attendere il deposito delle sentenze e lo Stato civile riuscirà a elaborare la cifra solo più avanti. Prende poi piede anche a Imola la “moda” di farsi sposare, in caso di rito civile, non dal sindaco, da un assessore o un consigliere comunale ma da un amico. La legge lo consente, serve una delega speciale del sindaco alla persona individuata dalla coppia, basta che abbia tutti i requisiti che vengono richiesti a un cittadino qualsiasi per essere eletto consigliere comunale. Nel 2014 sono state 5 le coppie che si sono sposate in municipio e che hanno dichiarato le loro promesse d’amore di fronte a qualcuno che ... conoscevano bene. Il numero che cresce è solo quello delle richieste di trascrizione degli atti di matrimoni contratti all’estero al Comune di Imola. Si tratta di imolesi sposati in altri paesi che tornano o di stranieri che vengono a vivere qua. Le richieste dall’estero sono state 87 l’anno scorso, 51 nel 2013.

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