Mercoledì 28 Settembre 2016 | 03:43

CITTÀ METROPOLITANA

Manca vicesindaco dell'area vasta al fianco di Merola

All'imolese affidate anche le deleghe allo sviluppo economico e sociale, politiche per il lavoro, semplificazione e agenda digitale

Manca vicesindaco dell'area vasta al fianco di Merola

BOLOGNA. Manca è il vicesindaco metropolitano. Ieri sindaco, di Bologna e della stessa area vasta, Virginio Merola ha svelato la sua squadra di otto consiglieri che lo affiancherà’ nel governo della Città metropolitana di Bologna (tutti senza compensi, per legge). Vicesindaco sarà appunto, come peraltro ampiamente previsto, il primo cittadino di Imola Daniele Manca, al quale sono state affidate anche le deleghe allo sviluppo economico e sociale, anche di politiche per il lavoro (compresi i tavoli anti-crisi), semplificazione e agenda digitale.

Al sindaco di San Lazzaro Isabella Conti, al centro dell’attenzione per le presunte minacce da lei denunciate per aver fermato l’avvio di un cantiere per un complesso edilizio a Idice, va invece la delega all’Urbanistica. Massimo Gnudi, primo cittadino di Vergato, si occuperà delle politiche per l’Appennino, mentre al presidente del consiglio comunale di Castel Maggiore, l’ex sindaco Marco Monesi, va la delega al Bilancio e personale. Il primo cittadino di Minerbio, Lorenzo Minganti, sarà responsabile di riqualificazione ambientale, dissesto idrogeologico e protezione civile, ma anche di lavori pubblici e agricoltura. Al sindaco di Valsamoggia, Daniele Ruscigno, va la delega a Istruzione (compresa l’edilizia scolastica) e formazione, mentre Irene Priolo, primo cittadino di Calderara, si occuperà di mobilità e infrastrutture. Unico non del Pd è Lorenzo Cipriani, consigliere comunale di Sel a Bologna, che avrà la delega a cultura e giovani. In veste di sindaco metropolitano, Merola terrà per sè le deleghe alla sanità e alle politiche per la casa, ma anche società partecipate, fondi europei, comunicazione e piano strategico, polizia provinciale, rapporti col terzo settore e pari opportunità.

Le deleghe agli otto consiglieri metropolitani saranno formalizzate nella prossima seduta di Consiglio, il 14 gennaio.

Come è ben noto, lo Statuto del nuovo ente di area vasta è stato approvato dal consiglio metropolitano poco prima di Natale per consentire all’ente di essere operativo dal primo gennaio di quest’anno. Il capitolo sulla nomina del sindaco metropolitano è stata lasciata “in bianco” ovvero nonostante molta parte delle osservazioni dei cittadini riguardassero proprio la possibilità di eleggere direttamente il sindaco metropolitano, questo non è stato recepito. intanto c’è già una parte del Pd bolognese che preme perché nel 2016, quando dovrà essere rinominata la guida della Città metropolitana si adottino anche primari.

«Entriamo in una fase operativa - sottolinea Merola - con Isabella Conti, che ha assunto una posizione importante, inizieremo da subito a lavorare sulla riduzione del consumo di suolo, mentre Monesi sarà da subito in prima linea sul bilancio». Quanto agli altri ’assessori’ metropolitani («Una squadra equilibrata», la definisce il sindaco secondo quanto riportato dall’agenzia Dire), con la delega a Gnudi «ho voluto dare particolare rilevanza e riconoscimento all’Appennino per lo sviluppo del nostro territorio». Ruscigno «ha dimostrato doti notevoli da amministratore e avrà una delega prioritaria, così come Minganti ha dimostrato buona competenza e predisposizione a un tema fondamentale come l’ambiente». La sanità resta invece in mano al sindaco, dice, per «valorizzare al meglio il lavoro fatto in 20 anni di Conferenza metropolitana dei sindaci e dalla Conferenza sociosanitaria - spiega Merola - rispetto ad altre Città metropolitane abbiamo questo vantaggio competitivo». In ogni caso, aggiunge il sindaco, «di ogni tema e funzione andrà ridefinita la mission», in attesa che la Regione dia alla Città metropolitana anche nuovi ambiti di competenza.

Snellire la presenza della Città metropolitana di Bologna (e forse anche dei Comuni della provincia) nelle società partecipate è uno dei primi obiettivi dichiarati dal sindaco Virginio Merola, che nella giunta del nuovo ente curerà’ in prima persona i rapporti con le aziende a partecipazione pubblica. L’idea, ha spiegato il sindaco, è «condividere le decisioni in Consiglio metropolitano». Ma la direzione è già tracciata. «Lavoreremo per ridurre la presenza delle Istituzioni pubbliche nelle società partecipate», avverte Merola. Una razionalizzazione prevista anche dalla legge di stabilità del Governo Renzi. «Faremo una verifica sulla indispensabilità delle partecipate, una per una», spiega il sindaco. Poi, come impone la legge, «presenteremo una relazione entro marzo».

Inoltre è in atto un continuo dialogo con il governo centrale affinché siano ridotti i tagli alle aree metropolitane da parte dello Stato. mentre resta in sospeso ciò che riguarda i dipendenti della provincia che ormai non esiste più. «Sul personale serve un percorso ordinato- sostiene Merola - è’ necessario un incontro fra Città metropolitane, Regione e Governo». Dal canto suo, Merola incontrerà Bonaccini nei prossimi giorni. «L’Emilia Romagna deve candidarsi a realizzare un progetto pilota per sperimentare, in base alla mappa delle esigenze, la ricollocazione del personale delle Province e l’attribuzione di nuove funzioni», sostiene il sindaco di Bologna.

 

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