Martedì 06 Dicembre 2016 | 09:08

SANITA'

Medico denunciato per furto

Secondo le indagini rubava materiale dal reparto per usarlo privatamente

 Medico denunciato per furto

IMOLA. Un malcostume che gli costa una denuncia per furto, fra l’altro a un passo dalla pensione. Un medico dell’Ausl di Imola che opera nel reparto di ginecologia e ostetricia, è stato denunciato dalla polizia per furto aggravato per aver sottratto materiale medico, farmaci e attrezzature, dal reparto dove operava.

A chiedere alla polizia supporto per capire cosa stesse succedendo è stata la stessa azienda sanitaria alla quale era giunta una segnalazione anonima rispetto ad ammanchi di materiale e farmaci dal reparto in questione. L’azienda aveva cominciato a monitorare la situazione, aveva anche compilato una lista delle cose che venivano a mancare, una lista che comprendeva farmaci, strumenti chirurgici, materiali per il pap test. Pur sottolineando, come ha fatto anche ieri la stessa Ausl che «trattandosi di materiale di consumo quotidiano, l’eventuale ammanco in modiche quantità non è rilevabile puntualmente».

L’altra cosa difficile era capire chi prendesse e portasse fuori dall'ospedale quel materiale. E’ a quel punto che è entrata in azione la polizia, le indagini sono partite formalmente nell’agosto scorso, e a forza di raccogliere testimonianze ha stretto il cerchio intorno a un medico prossimo alla pensione.

Nelle scorse settimane sono scattate le perquisizioni prima nello studio del professionista poi nella sua abitazione. Nello studio, dove esercita privatamente, in una città appena fuori Imola, è stata rivenuta della carta termica per ecografi e un paio di divaricatori ginecologici. Su parte della merce c’erano ancora i sigilli delle confezioni intestate all’azienda sanitaria imolese per cui è stato facile appurarne la provenienza. Quando la perquisizione si è estesa all’abitazione, lui stesso avrebbe consegnato dei farmaci dicendo che li utilizzava per uso personale.

Complessivamente il valore della merce trovata in suo possesso, che non esaurisce la lista ben stilata dall’Ausl, è stata valutata per un valore non particolarmente rilevante di 180 euro ed è con questa prova in mano che le indagini a suo carico condotte dal pubblico ministero Valter Giovannini di Bologna hanno portato a una denuncia a carico del medico per furto aggravato. Come a discolparsi, in un tentativo quasi comico di lavarsi la coscienza, il medico avrebbe detto ai poliziotti che gli setacciavano casa e studio che però ogni qualvolta prendeva qualcosa dall’ospedale, lasciava una lauta offerta alla chiesa dell’ospedale. In maniera anonima, ovviamente.

Mentre inquirenti e magistratura hanno portato avanti al loro indagine nel chiaro tentativo di portare allo scoperto un malcostume dannoso per la collettività, per parte sua l’Ausl di Imola ha fatto sapere di aver «attivato e comunicato al dipendente indagato un procedimento disciplinare, in seguito sospeso in attesa dell’esito del procedimento penale in corso».

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