Giovedì 17 Agosto 2017 | 23:33

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In 1200 hanno firmato contro le antenne

Anche l'Ausl aveva detto no a quella in viale Marconi, ecco perché

In 1200 hanno firmato contro le antenne

IMOLA. Sono oltre 1.200 i cittadini del quartiere Marconi e dintorni contrari all'installazione delle antenne nel loro quartiere. Lunedì prossimo, di mattina presto, i promotori del Comitato parco di via Volta/Andreini varcheranno le soglie dell’Informacittadino per consegnare la petizione che chiede che non venga installata alcuna antenna in suolo pubblico in via Andreini o in zone limitrofe.

Ma ricapitoliamo come si è giunti alla protesta in queste settimane e aggiungiamo anche alcuni dati tecnici di carattere sanitario che supporterebbero le preoccupazioni dei residenti.

Come è noto, l’'impianto al centro della rotonda di viale Marconi non è l'unico ad essere nella lista delle richieste arrivate allo Sportello unico attività produttive del Comune di Imola negli ultimi mesi, l'ente che è preposto ad emettere l'autorizzazione sentiti i pareri di Arpa e Ausl. Le altre zone individuate dai gestori sono via Meluzza, via Montanara a Ponticelli, via Zello presso il campo sportivo, via Andreini, via Venturini, rotonda Marzabotto vicino al Centro Leonardo (richieste pervenute da Telecom) e via Marconi 60 (richiesta da Vodafone).

Quest'ultimo sarebbe una sostituzione di un impianto da dismettere in via Villa Clelia 62/C, come dichiarato dal gestore, e verrà installato sul tetto di un edificio a tre piani a pochi passi dalla rotonda che immette la circonvallazione su viale Amendola.

Una collocazione che l'Ausl di Imola non aveva ritenutoidonea nel suo parere igienico-sanitario espresso il 31 ottobre scorso. L'azienda sanitaria, per mezzo del dipartimento di sanità pubblica, pur verificata la compatibilità del progetto con i limiti previsti dalla normativa vigente, specificava infatti che «sotto il profilo sanitario, l'impianto verrà collocato in un contesto urbano caratterizzato dalla presenza di numerose residenze, nonché da strutture scolastiche destinato ad un'utenza sensibile. Le aree già citate si possono considerare “aree di attenzione” per le quali la delibera regionale della L.R. 30/00 art. 9, prevede la possibilità di localizzazione di telefonia mobile... qualora si persegua l'obiettivo di qualità teso alla minimizzazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici degli utenti di dette aree, ovvero quando il valore del campo elettrico risulta, compatibilmente con tutte le qualità del servizio da erogare, il più vicino possibile al valore del fondo preesistente. Per quanto sopra, ai fini della tutela della popolazione dal rischio di esposizione a lungo in termini ai campi elettromagnetici generati da impianti radio base di propone di valutare una diversa collocazione dell'impianto».

Per l'Agenzia regionale di prevenzione ambientale, che non ha però competenza sulla localizzazione degli impianti, non ci sono invece stati problemi da rimarcare per nessuna delle 7 antenne.

I test che l’Arpa effettua si basano su elaborazioni modellistiche effettuate assumendo ipotesi cautelative: vengono considerati tutti gli impianti presenti/previsti nel raggio di 200 metri tutti gli impianti sono considerati alimentati sempre alla massima potenza teorica e con tutti i canali attivi; non si considerano assorbimenti e attenuazioni delle pareti o materiali interposti (propagazione in spazio libero), viene aggiunto un valore di fondo elettromagnetico su tutta l’area (per tener conto dei contributi di impianti radio-tv o altri impianti presenti sul territorio). In pratica i valori vengono volutamente “appesantiti”, ma nonostante ciò in nessun caso i test superano la soglia limite dei 6 volt/metro.

Tra i tanti parametri considerati per le valutazioni sulle stazioni radiobase per telefonia cellulare, meglio note come antenne, ci sono il tipo e altezza delle antenne, la potenza di alimentazione, direzioni di puntamento, eventuale abbassamento sull’orizzontale. Anche la presenza di edifici, che in moltissimi casi sono case, è stata considerata. I test dell'Arpa evidenziano qualora le propagazioni del campo elettrico incontrino un edificio, lo fa toccando solo i piani alti rimanendo attorno a valori di 3-4 volt/metro.

Matteo Pirazzoli

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