Giovedì 29 Settembre 2016 | 05:18

CASO TERREMERSE

Anche Giovanni Errani condannato

Prescritta gran parte delle accuse, ma per l'ultima in ordine di tempo arriva la pena

Giovanni Errani

Giovanni Errani

BOLOGNA. Nuovo atto processuale, nuova condanna. Stesso cognome del condannato: Errani, questa volta Giovanni. Dopo quella di Vasco in appello, arriva la condanna del fratello cooperatore, imputato nella stessa vicenda Terremerse per altri reati, ovvero truffa.

Due anni e sei mesi per Giovanni Errani, un anno e sei mesi per il progettista Giampaolo Lucchi, assolto il responsabile della sicurezza del cantiere, l’imolese Alessandro Zanotti. Così ha deciso ieri nel primo pomeriggio il giudice del tribunale di Bologna Nadia Buttelli. Per il fratello dell’ex governatore della Regione, Vasco Errani, dimessosi proprio dopo la condanna in appello a un anno nell’ambito di un altro filone dello stesso processo, il legale ha già preannunciato il ricorso in appello. «Abbiamo ogni interesse a coltivare l’appello e a confidare di ottenere soddisfazioni maggior in quella sede» ha commentato il legale di Errani, l’avvocato Gaetano Forte. Intanto in primo grado il giudice ha accolto la richiesta di condanna avanzata dal pm Antonella Scandellari che per Errani aveva chiesto proprio due anni e sei mesi per Errani, due anni per il progettista Lucchi e un anno e otto mesi anche per il responsabile della sicurezza Zanotti, che invece ne esce scagionato. Tutti e tre dovevano rispondere di truffa aggravata ai danni della Regione e di falso. La Regione, costituitasi parte civile, si era associata alle richieste dell’accusa, chiedendo una provvisionale di 1,2 milioni. Come è noto, secondo Scandellari, la coop Terremerse ottenne indebitamente un finanziamento da un milione da viale Aldo Moro per costruire una cantina vinicola a Imola in via Bicocca, truccando le carte e facendo risultare i lavori finiti entro il termine fissato (30 maggio 2006), anche se in realtà la struttura era ben lontana dall’essere completata. Per la precisione la condanna di ieri per Errani e Lucchi per truffa è stata pronunciata limitatamente all’episodio di svincolo della garanzia fideiussoria chiesta alla Regione per la cantina di via della Bicocca. Svincolo avvenuto nel gennaio 2008 quando venne concesso il certificato di agibilità alla struttura stessa, ben oltrel’ok al finanziamento. Sulle altre accuse di truffa e di falso, invece, è stata dichiarata la prescrizione. Il giudice ha inflitto ai due anche la pena accessoria della «incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per tre anni. Buttelli ha sospeso la pena per Lucchi. «Aspettiamo le motivazioni che arriveranno fra 90 giorni, ma sappiamo già che ricorreremo in appello - confermava ieri l’avvocato Eleonora Ciliberti dello studio Bordoni che assiste Lucchi -. La decisione di condannare solo per lo svincolo della fideiussione è stato un modo per portare avanti i termini di prescrizione

 

 

Entrambi, poi, dovranno risarcire in separata sede il danno alla Regione, costituitasi parte civile, e pagarle anche le spese processuali, quantificate in poco meno di 8.000 euro. Per questo i beni già sequestrati a Errani e Lucchi verranno confiscati, mentre contestualmente all’assoluzione sono stati sbloccati i beni sequestrati a Zanotti. Oltre alla condanna in appello di Vasco Errani e dei due dirigenti regionali, Filomena Terzini e Valtero Mazzotti, un’altra condanna a un anno e due mesi era arrivata in udienza preliminare con rito abbreviato per il funzionario di viale Aldo Moro, Augusto Selva Casadei, accusato di truffa aggravata e falso in atto pubblico. la posizione di quest’ultimo era stata stralciata perché aveva chiesto il rito abbreviato, il suo legale ha già proposto ricorso in appello.

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