Venerdì 09 Dicembre 2016 | 10:39

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IL FURTO FINISCE IN TRAGEDIA

Muore folgorato mentre ruba rame

I complici lo abbandonano sulla strada.Il 35enne bulgaro forse ha preso la corrente mentre tranciava uno dei fili dell'alta tensione

 Muore folgorato mentre ruba rame

 

IMOLA. Muore durante un furto di rame a Casalfiumanese e i complici lo abbandonano sul ciglio della strada e fuggono: tentano di chiamare il 118, ma le indicazioni errate portano l’ambulanza fuori strada. Sarà un camionista a ritrovare il ladro, cadavere, un paio di ore più tardi. Vittima, un 35enne bulgaro, con precedenti per furto: ora sarà l’autopsia a chiarire l’esatta causa del decesso, ma secondo le prime ricostruzioni, il ladro sarebbe morto folgorato mentre tranciava i cavi in rame dai quali passava l’elettricità.

Maxi furto. E’ finito dunque in tragedia il maxi furto di rame che almeno in tre hanno messo a segno, nella notte tra domenica e lunedì, nello stabilimento inattivo della Cooperativa Ceramica di via Di Vittorio a Casalfiumanese. Il gruppo ha fatto irruzione in uno dei grandi capannoni dell’area produttiva quand’era già buio, forse poco dopo la mezzanotte: di tre persone sono state trovate impronte nello stabilimento, ma vista l’entità del furto, il commando poteva essere anche più nutrito. Una volta dentro, hanno disattivato la cabina elettrica che porta luce ai cavi dell’alta tensione in rame, spessi un paio di centimetri. Sono riusciti a tranciare un primo gruppo di cavi (si trattava di 300 metri di “filo”, divisi in cinque tranche, ciascuna delle quali lunga una sessantina di metri, e dal peso di alcune tonnellate), ma quando sono arrivati alla seconda parte, qualcosa è andato storto.

L’incidente mortale. Molto probabilmente la cabina disattivata non portava luce a tutta l’alta tensione ma solo a una parte e così, quando il terzo dei ladri, si è arrampicato sotto la volta del tetto del capannone per tranciare i nuovi cavi, è rimasto folgorato. A quel punto, avrebbe potuto forse salvarsi, se i soccorsi fossero stati allertati tempestivamente.

Si sbarazzano del corpo. Ma così non è stato: il 35enne esanime (P.I. le iniziali del suo nome) è stato fatto adagiare sul pavimento del capannone e trascinato per centinaia di metri. Poi è stato caricato su un muletto (probabilmente lo stesso usato per caricare il bottino) ed è stato adagiato sul ciglio della strada oltre una recinzione tranciata per far passare il corpo. In quel momento, forse anche solo dopo aver caricato il camion di rame, gli altri due ladri hanno chiamato il 118. Hanno riferito il nome della via, ma non del paese e così intervenire è stato impossibile.

I soccorsi. Solo un paio di ore più tardi, attorno alle 4.30, un camionista ha avvistato la salma a margine della carreggiata e ha dato l’allarme. A quel punto, sul posto, sono intervenuti, oltre a medici e infermieri del 118 (che hanno solo potuto constatare il decesso), anche i carabinieri della Compagnia di Imola e quelli della stazione di Casalfiumanese. Ora, è il momento delle indagini: oltre all’ispezione sul cadavere, e all’esame delle impronte ritrovate vicino al muletto, a pochi metri dalla recinzione attraverso cui è stato fatto passare il corpo del 35enne, una risposta in più potrebbero darla le telecamere a circuito chiuso all’interno dell’azienda. Ma non è detto che le immagini ci siano.

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