Mercoledì 28 Settembre 2016 | 08:51

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RAPINA A TOSCANELLA

Colpo in pieno giorno al distributore

«Mi hanno puntato il fucile in faccia»

 Colpo in pieno giorno al distributore

DOZZA. «La signora poco distante che stava facendo metano non si è accorta di niente. Questione di secondi, come poi succede sempre...». Sempre? «Sono qui da 40 anni, e sì: non è la prima volta che mi rapinano. Oddio, un fucile a canne mozze a pochi centimetri dalla testa non è una bella cosa per niente, ma l’estate scorsa ad esempio arrivarono armati di pistola. E successe anche tanti anni fa, trovarono la macchina a nel parcheggio del Piro Piro. Il fatto è che io ho sempre sporto denuncia, ma non hanno mai beccato nessuno». Lo spavento non lo ha certo alterato più di tanto, il fatto che sia successo, e risuccesso e che le denunce non abbiano prodotto mai nulla, quello sì, lo fa arrabbiare non poco. Leonardo Innella ha 64 anni ed è il titolare del distributore di Metano in via Valsellustra a Toscanella. Venerdì mattina era nella sua stazione di servizio e stava lavando la macchina della moglie quando gli arrivato addosso quell’uomo quasi all’improvviso. La stazione di servizio è in una zona un po’ defilata. I tre che lo hanno assalito venerdì intorno alle 13 hanno pensato che fosse evidentemente il posto ideale per fare in fretta e andare a colpo sicuro.

«E’ arrivata quella macchina piccola, azzurra, uno è sceso e aveva un passamontagna in testa - continua il titolare del distributore -. Mi ha puntato quel fucile alla faccia che io ero ancora lì con lo straccio in mano che lavavo l’auto di mia moglie, e ha detto solo due parole: “Subito... tutto”». Innella gli ha consegnato quello che aveva nel portafogli, l’incasso della mattinata: 550 euro in contanti. «Cosa vuole che avessi, non è che a far metano la gente spenda chissà che cifre, avevo quello e quello gli ho dato. Poi lui è salito sull’auto e con altri due, anche quello alla guida aveva qualcosa davanti alla faccia, tipo un foulard, quello dietro non l’ho visto ben e sono scappati».

Ai carabinieri ha sporto formalmente denuncia a chiusura del turno pomeridiano. «Cosa dovevo fare? Dopo sono tornato a lavorare. Gente che agisce così, con questa assoluta sfacciataggine, fa paura, ma quello che è peggio è che anche se uno denuncia non succede mai niente in questo paese. E ci sono questi fatti, se ne parla un po’, così non si dice di quello che combinano i politici, e poi basta» si sfoga il rivenditore di metano che sembra averci purtroppo fatto il callo. L’ultima rapina l’aveva subita a luglio 2013. «Quella volta pensai che fossero persone dell’Est, secondo me questa volta erano italiani, ma chissà». I carabinieri di Dozza intanto hanno avviato un’indagine. La Chevrolet Matiz di colore azzurro a bordo della quale era arrivato il rapinatore insieme a due complici, dai primi accertamenti è risultata essere stata rubata rubato martedì scorso a un cittadino di Russi.

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