Martedì 27 Settembre 2016 | 15:48

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LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA

Sondino inserito male, muore una paziente

Indagate due infermiere di una casa di cura

 Sondino inserito male, muore una paziente

IMOLA. Avrebbero sbagliato il posizionamento di un sondino nasogastrico, inserendolo in un bronco anziché nello stomaco, a una paziente di 90 anni che è morta, dopo alcune ore, «verosimilmente per uno shock settico da polmonite». Per questo sono ora indagate dalla Procura della Repubblica per omicidio colposo due infermiere di 32 e 30 anni, assistite dagli avvocati Giovanna Cappello e Carlo Mariotti.

Il decesso. L’anziana signora, costretta in un letto da una emiparalisi del corpo, era ricoverata in una casa di cura dell’Imolese. La vigilia di Pasqua qualcosa va storto. La paziente si sfila il sondino, forse inconsapevolmente. Va quindi reinserito, ed è in questa procedura che le due professioniste avrebbero commesso l’errore infilandolo nel bronco destro dove quindi sarebbero finite le sostanze nutritive somministrate secondo le indicazioni dei medici. A inserirlo sarebbe stata l’infermiera 30enne mentre la collega l’avrebbe aiutata nella manovra tenendo il capo dell’anziana paziente. Durante la notte l’afflusso di liquido nei bronchi ha iniziato a provocare le prime sofferenze nella paziente, nel frattempo è stata visitata dalla guardia medica che però non ha avuto sospetti particolari.

Il giorno di Pasqua le condizioni della donna sono precipitate. L’anziana è stata così trasportata dal 118 all’ospedale Santa Maria della Scaletta ma la situazione ormai era compromessa. E’ morta in poche ore sotto gli occhi dei parenti.

L’inchiesta. Ed è partita una segnalazione alla Procura della Repubblica che, dopo aver iscritto le due infermiere nel registro degli indagati, ha nominato come consulente tecnico la dottoressa Donatella Fedeli. E’ stata lei ad eseguire l’autopsia che ha confermato come la morte sia avvenuta per uno shock settico. In sostanza, un’infezione letale ai polmoni che sarebbe stata appunto causata dall’afflusso di sostanze nutritive che invece erano destinate allo stomaco. Secondo il sostituto procurato Enrico Cieri si è trattato di imperizia e negligenza da parte delle due professioniste, entrambe imolesi, che hanno assistito l’anziana donna quella sera e che, con un errore, ne avrebbero causato il decesso il giorno di Pasqua, proprio alla vigilia del suo novantunesimo compleanno.

Ora le due infermiere di 30 e 32 anni dovranno essere ascoltate in Procura, assistite dai rispettivi legali, per fornire la loro ricostruzione di come è andata.

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