IMOLA

Caso fondo di riserva del Con.Ami a Imola, no dei sindaci alla distribuzione

Sangiorgi: "Mi auguro prevalga il buon senso". Tinti: "Manca il Cda e la sindaca deve avere un mandato dal suo Comune"

di MATTEO PIRAZZOLI

05/10/2018 - 19:06

Caso fondo di riserva del Con.Ami a Imola, no dei sindaci alla distribuzione

IMOLA. Occorrerà aspettare un CdA affinché dal Con.Ami arrivi il via libera alla ripartizione del fondo di riserva, soldi necessari per gli equilibri del bilancio del Comune di Imola. La decisione di posticipare tale delibera è stata presa dai sindaci dell’assemblea consortile, sebbene le aspettative della sindaca Manuela Sangiorgi fossero di concludere subito la pratica.

Invito al buon senso

«Come noto, la precedente amministrazione comunale di Imola aveva redatto un bilancio preventivo considerando un riparto di riserve di circa tre milioni di euro nonostante le indicazioni del nuovo statuto non lo consentissero. In seguito, la commissaria straordinaria Cogode aveva poi ridotto tale cifra a circa due milioni di euro in quanto la copertura derivante dai fondi del Con.Ami non era sufficiente – si legge in una nota inviata da piazza Matteotti -. Nell’assemblea della serata scorsa, la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi ha caldeggiato la distribuzione di tali risorse suscitando però, da parte dell’unanimità dei partecipanti, solo la decisione di posporla. Un’azione che mette in evidente difficoltà il Comune di Imola alle prese con la redazione del proprio bilancio, nel quale tale cifra risulta vincolante negli equilibri della successiva operatività gestionale dell’amministrazione cittadina. L’auspicio è quello che, all’atto della prossima assemblea, possa prevalere il buon senso nell’ottica di assoluta collaborazione istituzionale tra gli enti e nell’interesse dell’intera collettività».

Consorzio in attesa di un CdA

Per il sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti la scelta del rinvio è una questione di logica: «la governance del Con.Ami la fa il CdA che al momento non c’è. Mercoledì sera abbiamo approvato all’unanimità il percorso che ci porterà a chiudere questa partita. Il 19 ottobre convocheremo un’assemblea consortile per designare il CdA, i cui nomi dei candidati, per statuto, si conosceranno cinque giorni prima. Una volta approvato questo passaggio, che non è citato nella nota del Comune di Imola, tutto ciò che è legato al CdA si rimanda a quando il nuovo sarà insediato. Tra questi punti c’era anche la semestrale e la ripartizione del fondo di riserva». Ma per Tinti il discorso è anche un altro: «c’è un problema di metodo». Al di là della mancanza di un Cda, «la sindaca non può venire in assemblea e chiederci di approvare la distribuzione del fondo senza un mandato pieno dal suo Comune. Lo prevede la legge che il tema vada discusso in consiglio e commissione. Le opposizioni non possono mica esser bypassate. E poi va detto anche che chiedendoci l’approvazione della ripartizione avremmo ribaltato una delibera votata all’unanimità, e quindi anche dal Comune di Imola rappresentato dalla commissaria Cogode».

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