IMOLA

Il Sap: «Portone guasto, rifiutata la riparazione gratuita»

L’episodio diventa l’occasione per ricordare «lo stato di fatiscenza» in cui versa il Commissariato

di LUCA BALDUZZI

06/08/2018 - 18:29

Il Sap: «Portone guasto, rifiutata la riparazione gratuita»

IMOLA. Non c’è pace per il Commissariato di Polizia di Imola. Al centro dell’attenzione del Sap-Sindacato autonomo di Polizia, in questa occasione, finisce il portone carrabile utilizzato per l’accesso al piazzale posteriore e ai garage della caserma “Taddeo della Volpe”.

Lavori non autorizzati

«Esprimiamo rammarico e disappunto per la mancata autorizzazione alla sistemazione della rottura del portone a mezzo di persona qualificata e di fiducia di questa organizzazione sindacale», scrive Andrea Longhi, segretario regionale del Sap, in una lettera inviata al nuovo questore Gianfranco Bernabei, insediatosi il 25 luglio scorso, «che avrebbe gratuitamente fornito l’immediata prestazione d’opera».

Una mancata autorizzazione che «francamente stona», aggiunge Longhi, «come stride l’inerzia di un provvedimento alternativo a quella soluzione».

Perché «l’unica alternativa per il passaggio delle auto alla porta carraia guasta è il portone principale e pedonale non idoneo all’uscita degli automezzi», sottolinea il segretario regionale del Sap. «Pertanto la sua decisione obbliga il personale ad uscire con i mezzi di servizio tramite un accesso vietato e francamente non appare una scelta illuminata».

Necessità urgenti

L’episodio diventa l’occasione per ricordare «lo stato di fatiscenza di detta caserma», continua Longhi, «luogo in cui il rispetto delle normative sulla sicurezza è estremamente vacuo, motivo per il quale questo sindacato ha già proposto denuncia agli uffici di competenza».

E per l’acquisto dei materiali necessari «il distaccamento di Polizia Stradale e il Commissariato di Imola hanno costantemente ricorso all’aiuto di soggetti privati», rimarca il segretario regionale del Sap, «non ricevendone dagli organi istituzionali ad esso preposti».

L’elenco è lungo: «La Fondazione Cassa di Risparmio di Imola ha donato l’impianto elettrico, la caldaia per il riscaldamento dell’edificio, il rifacimento della facciata esterna dello stesso, quadri e arredi», ricorda Longhi, «il Crame ha donato tablet in uso alle volanti, nonché pc e server».

Ancora, «la Cooperativa Ceramica di Imola ha messo a disposizione le famose piastrelle per la sistemazione di ambienti e il loro montaggio è avvenuto a mezzo di personale della cooperativa Cims», prosegue il segretario. «L’azienda Cefla ha donato arredi per gli uffici, la cooperativa Sacmi fornisce sovente cancelleria e pv, la ditta Epi un videocitofono per verificare gli accessi alla struttura, Area Blu ha regalato reti antipiccioni montate da personale di questo ufficio, e infine La sfida del cuore ha donato un set di prestigiose luci forensi».

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