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IMOLA

Intesa sulla riduzione degli orari: l’ultima parola spetta ai lavoratori

Domani e lunedì sono previste le assemblee negli stabilimenti per illustrare l’accordo

di SOFIA FERRANTI

05/07/2018 - 12:49

Intesa sulla riduzione degli orari: l’ultima parola spetta ai lavoratori

IMOLA. L’accordo tra sindacati e Cooperativa Ceramica Imola, che prevede la riduzione dell’orario di lavoro per 292 dipendenti per evitare 91 licenziamenti è l’ultimo passo di un percorso iniziato dieci anni fa. Un passo importante che ha portato azienda e sindacati ad un accorto storico che consente di salvare posti di lavoro dopo aver utilizzato negli anni tutti gli ammortizzatori sociali consentiti. L’ultima parola però spetta ai lavoratori ai quali sarà illustrato l’accordo nelle assemblee di domani e lunedì.

Settore in crisi

«L’accordo è il frutto di un grosso lavoro fatto negli ultimi dieci anni – afferma Giorgio Giorgi della Uil – per far fronte alla crisi economica, tutelare al massimo l’occupazione e governare i processi di ridimensionamento. In questo lasso di tempo sono stati 750 i dipendenti usciti con incentivi all’esodo e tutti gli ammortizzatori sociali sono finiti. A questo punto restano ancora 91 esuberi e di fronte abbiamo due anni di vuoto, prima di poter ricaricare gli ammortizzatori sociali. Questo accordo credo sia il primo caso in Italia – sottolinea – di riduzione degli orari con riduzione dei salari per tutelare 91 lavoratori ed è stato possibile grazie anche alla disponibilità dell’azienda che integrerà parte del reddito mensile mancante ai lavoratori e verserà interamente i contributi per la pensione. In due anni ci auguriamo che i 91 esuberi vengano ricollocati o pensionati, se qualcuno non verrà sistemato si tornerà agli ammortizzatori».

«Il comparto della ceramica è ancora in crisi, c’è stato un calo della produzione dovuto a molteplici fattori che hanno creato instabilità – prosegue Giorgi – questo accordo è storico e l’azienda ha mantenuto le promesse di non “lasciare indietro nessuno”. La Coop Ceramica in nove anni di crisi ha messo sul piatto circa 24 milioni per gestire la crisi del settore e ancora una volta la trattativa è arrivata ad una conclusione importante».

La parola passa ai dipendenti

«L’intesa con l’azienda è un risultato importante ma per ora è solo un’ipotesi di accordo – ci tiene a sottolineare Rossana Carra della Cisl – che deve essere sottoposta alle assemblee dei lavoratori. Se questi saranno d’accordo si andrà avanti ma l’ultima parola spetta a loro».

La Coop Ceramica è una delle maggiori aziende del made in Italy nella produzione di pavimenti e rivestimenti ed è stata una delle prime aziende che già nel 2008 ha condiviso con il sindacato l'utilizzo del contratto di solidarietà sull'intera platea dei dipendenti (2.200), con l'obiettivo di evitare i licenziamenti e salvaguardare il patrimonio industriale di un intero territorio.

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