IMOLA

«C’è il vecchio che si ripropone». «No, io sempre lontana dai partiti»

In tanti ieri al confronto tra le candidate a sindaca Carmen Cappello del centrosinistra e Manuela Sangiorgi del M5s

di LUCA BALDUZZI

19/06/2018 - 12:12

«C’è il vecchio che si ripropone». «No, io sempre lontana dai partiti»

Foto Mauro Monti

IMOLA. «C’è il vecchio che si ripropone e c’è una forza nuova». «“Vecchio” è un aggettivo che non mi appartiene». Battibecco alla seconda domanda fra la candidata a sindaco del Movimento 5 stelle Manuela Sangiorgi e quella della coalizione di centrosinistra Carmela Cappello al primo confronto pubblico nel chiostro di palazzo Monsignani in vista del ballottaggio di domenica prossima, 24 giugno, organizzato dal settimanale diocesano Il Nuovo diario messaggero. Per il resto, il dibattito - sebbene di fronte a una platea delle grandi occasioni, come è giusto che sia - non decolla. E sembra di tornare ai confronti che hanno preceduto il primo turno.

Civismo vs politica

«Questo cosiddetto civismo ci sembra poco trasparente e un po’ strumentalizzato», attacca Sangiorgi, «per portare le persone al voto».

«Non sono stata cinque anni in Consiglio comunale, non sono stata in Giunta, non faccio parte e non ho mai fatto parte di movimenti od organismi», risponde Cappello. «Credo che la parola “civica” mi si addica perfettamente, visto che ho sempre lavorato come professionista. Sono stata sempre lontana da partiti e movimenti, contrariamente alla mia competitor. Per cui credo che il civismo mi appartenga».

Le priorità

Quale atteggiamento caratterizzerà il governo della città delle due candidate a sindaco? «Sicuramente il coinvolgimento dei cittadini», assicura la Cappello. «La cosa che viene chiesta principalmente da tutti i cittadini è essere maggiormente coinvolti, avere come punto di riferimento l’Amministrazione comunale - continua Cappello -, essere ascoltati quando vengono prese delle decisioni, attuare il confronto. Sui singoli progetti e anche sulle scelte più importanti della comunità. Il sindaco è il rappresentante di una comunità, non è l’ufficio del sindaco. La comunità deve potersi rivolgere a lui, agli assessori e alla squadra di governo».

«La parola che assolutamente ci contraddistinguerà è “trasparenza”», aggiunge Sangiorgi. «Racconteremo bene ai cittadini come vengono spesi i soldi di tutti noi. Devono essere fatte delle riunioni cittadine. E’ importante condividere certe scelte insieme».

Le giunte

Sorpresa quando la Sangiorgi cambia l’assessore alla Sanità in pectore Lorenza D’Amato, anticipando che «per la sanità e le politiche sociali sto pensando a una persona che se ne è già occupata in un altro comune». Si parla di un’avvocata di Livorno. E anticipa «la delega ai Giovani alla (anche in questo caso eventuale, ndr) consigliera Valeria Basile».

«Le anticipazioni non mi sembrano rispettose della volontà e dell’espressione degli elettori. La scelta della squadra di governo deve passare attraverso le preferenze», replica Cappello, anticipando la possibilità di una delega alla Partecipazione per un consigliere del centrosinistra.

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