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IMOLA

Morte sul lavoro a Borgo Tossignano, rinviato a giudizio il legale rappresentate dell'azienda

All'udienza preliminare i familiari della giovane vittima non si sono costituiti parte civile

14/03/2018 - 12:57

Morte sul lavoro a Borgo Tossignano, rinviato a giudizio il legale rappresentate dell'azienda

BORGO TOSSIGNANO. È stato rinviato a giudizio dal gup Grazia Nart il legale rappresentante dell’azienda “Italmicro” di Borgo Tossignano chiamato a rispondere di omicidio colposo in relazione all’incidente mortale avvenuto il 21 novembre 2016 e costato la vita a Daniele Poggiali, 22enne originario di Casalfiumanese morto all’ospedale Maggiore di Bologna dopo tre giorni di ricovero nel reparto di rianimazione.

L’accusa contestata è quella di omessa applicazione delle misure di sicurezza sul lavoro. L’avvio del processo davanti al giudice monocratico è fissato per il 24 settembre prossimo; procedimento nell’ambito del quale la famiglia di Danilo Poggiali (parzialmente risarcita), assistita dall’avvocato Giovanna Cappello, non si è costituita parte civile.

La vicenda

Il giovane operaio perse la vita in seguito ad un infortunio avvenuto mentre stava lavorando sulla linea dell’ondulatore, quando rimase schiacciato da una pressa mentre era intento a reinserire il nastro di carta a seguito di una rottura.

Le indagini avevano rilevato elementi di responsabilità dell’azienda in merito alla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. In particolare, sarebbe mancata ai dipendenti la formazione specifica prevista anche per quanto riguarda l’utilizzo della macchina giuntatrice in generale, e in particolare per l’operazione di re-inserimento del nastro di carta a seguito della rottura, l’operazione risultata letale per il giovane Danilo Poggiali.

Il ragazzo, in pratica, rimase schiacciato da una pressa mentre era intento a reinserire il nastro di carta a seguito di una rottura. Le sue condizioni erano apparse subito gravi ed era stato trasportato d’urgenza in ambulanza (l’elicottero del 118 non era potuto partire a causa del maltempo) all’ospedale Maggiore di Bologna. I medici avevano deciso di sottoporlo subito ad un delicato intervento chirurgico, che purtroppo non ebbe l’effetto sperato e il giovane due giorni dopo morì. La famiglia aveva poi permesso la donazione degli organi del 22enne.

In seguito alle indagini era stata invece richiesta l’archiviazione per l’altro indagato, il giovane collega della vittima che aveva azionato il macchinario che ha causato la morte di Poggiali. In questo caso, la Procura aveva escluso non solo il dolo, ma anche eventuali azioni colpose dal momento che l’operaio non era stato a suo avviso adeguatamente formato.

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